la spiga svetta
gelosa e dorata
ma cede alla grazia
e s'avalla,
cosi rotola gioioso quel chicco
sul duro selciato.
sembra tutto deciso
e d'illusione par che si fermi
il tempo in quell'attimo.
ma con sapore di vento
sorge il raggio che scioglie.
e in quel tremore ,
in quel distacco di forze
che par creino disordine
e scompiglio.
ma è solo un rito
per acquisire
forme e sostanze.
sta attratta
dalle braccia di Proserpina
la vita donata
che si fonde.
e pur cosi vinta,
in fatica cede,
e adagiandosi
al volere dell'ultimo
s'anima il mondo.
più non c'è strascico,
l'abito è senza fronzoli,
tutto rimane nel suo cono
di luce naturale.