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Pubblicata il 06/04/2012
sull'arto:
una lingua di aspide,
mura di orrore:
di ghigna una gogna,
ad intornar la mosca corrono.

una goccia,
una mano,un'ombra,
una nuvola di sangue
assiste alla misera e
scarna
vignetta di morte.

di lontano
risa distorte.
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....Caro Bisikia, io personalmente non è che ti capisca molto però
intuisco come un dramma di morte.E' una morte interiore, o hai visto uno spettacolo di morte che, purtroppo, siamo ormai abituati a vedere dal mattino alla sera....

Affettuosi auguri,

cantorom.

il 06/04/2012 alle 11:07

un po che eri presente, e devo dire gian che questo tuo lugubre ritorno mi inquieta non poco...
ma se lo scopo è fedele a quello espresso nei primi componimenti, allora complimenti per la riuscita dell'effetto di macabro terrore.
Ti saluto e ti faccio gli auguri
Andrea.

il 06/04/2012 alle 19:32

grazie rebbil come sempre anche te

il 06/04/2012 alle 21:12

un po tendo alla poesia triste.ciao

il 06/04/2012 alle 21:13

grazie andrea!!!lo spero....

il 06/04/2012 alle 21:14