Carissima Rebel, è talmente naturale questa poesia che mi risulta difficile da spiegare (!).
Credo (!!!) che voglia essere un'amara rassicurazione del tipo "tranquillo, il mondo è sempre uno schifo privo di senso e tutto ciò che ti sconvolge è semplicemente la tua inclinazione (o flessione, bravissima!) che cambia le tue prospettive".
Però in quelle vetrine ci deve essere qualcosa di inquietante......
sotto sotto un po' lo è...
tutte queste deformazioni possono anche risultare inquietanti
Sai, è stata scritta in un clima a cavallo tra la fine di un periodo e quello che potrebbe essere un tentativo di un nuovo inizio.
La gamma di sensazioni è vasta.
Sei sconcertato e allo stesso tempo sai che devi accettare ("non è niente....") il nuovo status perché "l'unica costante della vita è il cambiamento".
Questa l'ho scritta sabato dopo "La fine", sono nate istintivamente da un momento che si è rivelato sconvolgente e significativo della mia vita.
Una crisi di coscienza improvvisa e radicale.
E attenzione...c'è anche una terza poesia nata quel giorno! ;-D
E' in qualche cartella del mio computer ;-)
Si, sono contento che la poesia mi abbia un po' aiutato a far uscire del materiale parecchio ingombrante...
in fondo è il corpo che cambia, ma è anche l'accettazione di questa trasformazione..
ninetta
Caro amico wolf,
certo che il corpo cambia nel tempo,
subisce modificazioni,
così pure il nostro cambiamento
fisico-psichico.
E in questa nuova maturità,
forse vediamo le cose ferme..
ma è solamente un nostro modo
di rivedere le cose.
Questa tua andava
inserita in un'altra categoria,
perchè induce a pensare!
Un caro saluto.
Dora
Grazie Dora!
Io ci scherzo molto sulla questione categoria, trovo ironico e salutare mettere tutto sotto la categoria "cazzate".
Anche quando sono disperato eh eh :-)