osservatore
muto il fiato
simbiotico
col caldo sibilo del fuoco
segue al di la del vetro
pifferello matto
che sottolinea
un raggio obliquo
unendo
il suo lungo fischio
allo stormir di un platano del viale
che pur nudo s'aggrappa
all'ultimo conversare alto e ciarliero
delle sue foglie.
le sorelle ormai caduche accartocciate
e trasformiste fanno da contrabbasso
che fa cantare le suole
di chi corre forsennato.
s'alza un gorgheggio,
dalle ugole è tratto,
i bassi meandri si stringono
in contrapposto i mantici s'aprono
perché il suono fratello raggiunga il maestro.
ora salomone il canuto
sta assorbendo delle nuvole tutto il bianco
vagante lo comprime
poi mirato lo spande
su la nostra verde valle
per dare voce
al puro silenzio
che reclama ascolto
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