Puoi sentire la voce passare attraverso i muri,
diventare echi, tuoni di voce assordante,
pretendere parola, nient’altro che una
necessita, procurami una bomba e una manciata
di contraddizioni che mi tirino fuori da questa
tana di autentico sconforto a cui non so dare
battesimo, che restituiscano quello stupido
stupore alle mie labbra, accompagnami al cesso
vecchio amico di strada a rigettare il sole
spietato a vederlo galleggiare esanime e
supplicante come un occhio itterico che ti
guarda dal basso all’alto, ti squadra e
disprezza il tuo essere fatto interamente di buio
e tirare lo sciacquone definitivamente e'
l'unica e ultima consolazione di una vita,
l’unico mio desiderio e’ possedere
un armadio grande, a 4 ante almeno,
con tanti ripiani su cui riporre i pezzi rotti
delle mie giornate scialbe ognuno al suo
posto con meticolosa indifferenza fino a
completare il sudoku di una qualsiasi esistenza
ma che non e' la mia che mi e' straniera
da quando presto le lacrime hanno succhiato
via la mia adolescenza come da una liquirizia amara.