PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 29/10/2011
Basta che alcune note
Mi trapassino la mente e il corpo
Per mettermi in sintonia
Con l’armonia universale,
La melodia degli astri.
Musica seria, si intende:
Giammai jazz.
Che ha anche una brutta rima…
O una apostrofazione simbolica-partenopea divertente!
E così la mente vaga
Per le galassie
Dimenticando forme e ruoli
Persone e virtù delle stesse.
E immagini che il Big Bang sia stato
Un’orgia di trombe, violini, timpani e viole
E qualche oboe, va’…
Suonate da maestri serissimi
O artiste sensuali e stimolanti
In abiti lunghi e neri
Dai decolté piatti e irrisolti.
E confondi la nascita con la morte,
La vita, con la sorte.
Mi dimentico di vivere e mi proietto
Oltre.
Là dove il buio, il silenzio, l’assenza di ogni cosa
Di ogni colpa
Sarà scandita
Dal frenetico ritmo di anime che vogliono ritornare subito.
A suonare
Danzare
Cantare …
Vivere.
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la musica delle sfere riecheggia in questa tua...ed è bello e poetico il concetto delle anime che vogliono ritornare a cantare, danzare suonare..penso che sia proprio così...

il 29/10/2011 alle 12:40

un testo notevole per farti ancora apprezzare dalla schiera di ammiratori che pazienti ti hanno aspettato, qui, su PH!... Grande Ernesto!

il 29/10/2011 alle 13:41

Grazie del commento, caro Arturo! è una mia idea, si intende...

il 30/10/2011 alle 19:13

Grazie, dolce amica! I problemi del quotidiano, impediscono la concentrazione volta a misurarsi con gli spazi del pensiero infinito: quello dove vive un poeta.
Un bacione
Er

il 30/10/2011 alle 19:14