Sono nato e cresciuto pensando alla gnocca.
A tre anni accarezzavo i polpacci della zia Perla
dicendo estasiato: belle bambe, belle bambe.
La zia era cicciona e piuttosto scarsa.
Col tempo ho migliorato la mia capacità estetica.
Dai cinque ai sette anni, Isa e Mary,
rispettivamente di due e cinque anni più di me
mi hanno introdotto alle gioie del sesso
facendosela spalpugnare e annusare più volte
e ordinandomi di camminare avanti e indietro
col bischerino turgido fuori dalle braghette.
Esperienza rimasta positivamente indelebile.
L'adolescenza mi ha sbattuto in un altro universo
dove era impossibile avvicinarmi a qualsivoglia patata
senza rimanere impietrito dalla timidezza,
mentre alcuni miei coetanei già limonavano.
Forse per trovare risposte al disagio ho cominciato a scrivere e pitturare
trovando all'Accademia Belle Arti alcuni amici della mia taglia
con i quali ho condiviso emozioni, arte, viaggi, vino
dando vita al gruppo "Ludroart", con propria galleria in Verona.
Grazie a ciò sono riuscito a riavvicinarmi al pianeta gnocca
il cui ricordo era ancora vivo in me fin dall'infanzia.
I primi rapporti sono stati maldestri all'inverosimile:
La bella ragazza che appena me lo tocca, vengo.
La seconda aveva il mestruo e dopo la mediocre scopata mi fa:
nella borsa ho una pistola e adesso ti sparo perchè
ti sei approfittato di una ingenua come me.
Io ero fumato e ho preso uno scago della madonna,
ma estrae un tampax osservando divertita la mia meschinità.
La terza era giunonica e aveva il mestruo.
La scopammo, io e l'amico G., sul suo furgone.
Mentre lui ci sapeva fare, io venni con due colpetti.
Alla fine lei disse: ho preso due piccioni con una fava...
Poi ho passato tre mesi con una, dormendo sui divani della galleria.
La prima cosa di una certa durata e qualità.
Sulle prime mi piaceva da morire ma alla lunga
pensare al sesso con lei cominciava a schifarmi.
La quinta era splendida ma si faceva di ero.
Da sballo nel sesso orale, ma si faceva di ero.
Ho retto tre settimane. Dopo l'ultima pera stava collassando.
Ho passato l'intero pomeriggio a guardarla intrecciarsi i capelli.
In seguito le mie prestazioni psicofisiche nell'emisfero femminile
sono un tantinello migliorate, ma non si è mai finito d'imparare.
Da piccolo odiavo aspramente la scuola e non studiavo mai:
sono stato bocciato due volte consecutive in quarta elementare.
I pomeriggi in riva all'Adige e le estati in montagna dai nonni
erano dense di avventure di ogni genere.
L'infanzia è la fonte a cui ancora mi abbevero.
Ma per ubriacarmi devo scendere a compromessi con la cantina.