L'azimut della nostra fertile
terra espansa in monopropilene
sul cotto delle stamberghe
le nostre belle corti vive
e il contenitore di mestoli ramati
illustrati nei manuali tradotti
specifico il peso e il protrarsi
dei filari di grappoli d'acini
la spremitura colata a freddo
sulle cupole intarsiate a mano
perfetto quadretto familiare
con fazzoletti quadrettati al collo
gli appezzamenti squadrati dall'alto
ed il cerchio centrale per discutere
di tuberi caccia e computer
un salto a ritroso per quantificare
i calzari dello sfigato di Similaun
e un volo a particelle subatomiche
attraverso la via Lattea
a destra e a manca non manca nulla
vacche sacre ben posizionate
tra pianeti, stelle lattanti
e gruppetti maliziosi e composti
di bidoncini di latte scremato
per ogni conclamata esistenza
così carino il paradiso può attendere
addobbato di tendine all'uncinetto
non c'è un'asse che voglia scricchiolare
solo il convolvolo traccia la celebre
vie en rose in vinile graffiato
ma che c'importa, domani o dopodomani
butteremo il vecchio giradischi.