Sto in piedi davanti alla tua porta,
non suono, non busso,
non tiro sassi alle finestre,
non grido il tuo nome,
eppure tu vieni ad aprire.
Mi prendi per mano,
è tutto così naturale,
naturale è seguirti.
Mi mostri il tuo mondo,
ma non è quello per cui sono venuto;
mi fai stringere il tuo cuscino,
mi fai annusare tutti i tuoi vestiti,
i tuoi cani mi si lisciano contro;
c’è un mazzo di rose per me:
sapevi che sarei arrivato.
Mi metti un dito di traverso sulle labbra,
dell’aria esce sibilando dalle tue.
Oltre la finestra il tramonto è appena iniziato;
ci stringiamo l’uno contro l’altro,
in un lungo abbraccio,
Era ora che tu venissi, dici.
Era ora tu mi ricevessi, dico io;
ti faccio ridere, fai di sì con la testa.
Soddisfatto? chiedi senza mollare la presa.
Restiamo in silenzio,
al buio.