Il corno lacera l'aria
nelle alcove delle concubine
nelle magioni delle ancelle
nelle officine degli officianti
il corno è una fiaba metropolitana
succhiata dal cuore dei sognatori
e dalle reni dei naviganti
riflessa sugli scudi borchiati
e sugli occhiali dei principi soli
stridenti risvegli nelle scuderie
tra balle di paglia disfatta
la volpe avverte le mute eccitate
i pescigatto ammutoliscono nello stagno
davanti al naso dei bovini beoni
l'amore ha sputi sanguigni
e bulbi oculari inumiditi dai bulbi dell'orto
cipolle intrecciate nelle barchesse
cince vivaci su rami invernali
il corno chiama a raccolta le ombre
allungate sul far della sera
la volpe è un brandello di pelo
per il vanto di anime perse.