Io non ci sono e non ci sono mai stata.
Io sempre in stand-by a pagina 45.
Io,
il mio libro aperto,
e la paura a farmi masticare illusioni di sapori.
Incognite passeggiano sospese. Estranee.
Nessuno che mi sa a memoria.
Nubi nel palcoscenico impersonano facce e mutevoli espressioni
di un giorno chissa’ dove chissa’ quando,
in terra serpenti che insidiano il mio piede,
e cani assetati dal solleone,
il mio sguardo fisso su mignoli.
Io soffro di un male
Che e’ guardarmi
Io sono quella che non ti vedo essere,
menzogna da sempre,
voglio solo guardare te,
sono finalmente uomo,
la verità.
Sono stata il male necessario,
ma non trovo altra voce,
la mia forza e le mie visioni rubate.
Come vivrò mi chiedo.
Cala la sera,
e come sole
mi spengo e spiro il corpo,
luce da lavoro, che piego e ripongo nella valigia dei dolori firmati,
che indosserò di nuovo domani mattina.
Verità finalmente,
aria fresca della notte,
che vola leggera, tra fili d’erba, insetti, fiori
sogni, di pace e giustizia,
dimenticati da tempo,
ben nascosti in un angolo buio,
vento che, granello dopo granello,
mi assottiglia.
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