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Pubblicata il 08/08/2011
dov’è quel rosso di labbra
che imitava i tramonti?
mi scorrevi sulla pelle
come l’acqua dei canali
quando alla Giudecca
comodo cadevo nella profondità
dei tuoi capelli neri
ora ho davanti
una fila di ricordi
nell’attesa
qui a piazzale Roma
di rivedere la città
sempre in movimento
come noi lo eravamo
così precari simili
ai palazzi cadenti sulle onde
con la tua pelle bianchissima
a riverberare lanterne
mentre la paura di perderti
era come le spirali
delle paline degli approdi
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Venezia....tutto può accadere in questa città....anche che il tempo scorra alcontrario. Amo questa città, la mia città, è non lascerà mai il mio cuore.

il 08/08/2011 alle 12:06

bella, io non sono di venezia, ma essendo molti miei amici di questa bellissima città la considero quasi una seconda casa, bella ode oltre all'intensità delle parole.
ciao.

il 08/08/2011 alle 15:12

i particolari della città si fondono perfettamente con lo stato d'animo, in maniera addirittura visionaria...una poesia molto bella

il 08/08/2011 alle 22:59