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Pubblicata il 31/07/2011
Sagre di innocenti
lustrati a festa


da lanterne stanche
- appassite da ore
di luce propria -


tingono su visi terrosi
mezzaluna e stella
- non di cielo ma di patria -


e sussurrano nenie
- uno stordire visionario -
al plenilunio schiumoso.


Guizzi adunchi
rannidano sulle torri
- ballerine gitane al vento gonfio -


e d'ammaraggio languido
- scevri di pudore e sussulti d'amore -
nell'acqua si sciolgono


come d'incanto
ammaliati
da cotal superva visione.


Che il mondo ti sia lieve
terra
gravida di storia.
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