avvolgete il mio legno
senza segni
in un telo
che sa un po’ d’azzurro
e un po’ di mare
bevete vodka
tutta d’un fiato
da bruciare lingua e palato
e ridete di me e della vita
ché non merito altro
e non merita più di tanto
riempitevi del mondo
di quel poco di buono
che poi ci fa scontare
bevete ancora
e lasciatemi un verso
da poter cantare