brava Vania, un problema particolare questo dell'autismo,patologia grave caratterizzatada disturbi relazionali,aggressività....mi piace quando dici :non ti lascerò senza aver udito dalla tua bocca almeno un diavolo bestemmiare..infatti sono muti come pesci.conoscevo un ragazzo autistico che appunto non parlava , aveva un rapporto particolare con il pc, la madre si stupiva nel leggere ciò che scriveva..oggi con la terapia cognitivo comportamentale in parte si può curare infatti nella chiusa lo dimostri.bella poesia.
t'abbraccio
ninetta
Sei di una bontà unica Vania ,
dare amore a chi ha bisogno è lodevole,
che il Signore ti benedica!
Marygiò
Grazie, Marygiò, delle belle parole che sai trovare per me!
Mi incoraggiano ad andare avanti nelle scelte di vita e di lavoro.
E' il tuo animo che denota sensibilità e altruismo!
Un forte abbraccio.
Paola
P.S. Scusami per il ritardo nella risposta. Ne ho spiegato in precedenza i motivi.
La diversità ci appartiene e ci contraddistingue. Anche quando assume le forme del disagio o della patologia, continua ad essere una realtà ricca di spunti creativi, di momenti di gioia e vero coinvolgimento...mai di tristezza. Di fronte alle oggettive difficoltà, prevale l'impegno come senso del dovere ed espressione di amore. Chi incontra la disabilità quotidianamente, ha la fortuna di scoprire dentro di sè altre risorse da mettere a disposizione degli altri. Hai ragione tu a parlare di vero amore, senza steccati e libero da tornaconti. Ciao.
Paola
Cara Ninetta, ti chiedo scusa per la risposta tardiva. Una degenza in ospedale e altre spiacevoli novità al mio rientro mi hanno allontanato per un po’ dal sito.
Il tuo commento attento e pertinente contribuisce a far chiarezza sull’autismo, tematica trattata nella poesia ( vedo che sei ben informata circa caratteristiche e trattamenti educativo- riabilitativi).
La poesia porta la data d’ingresso di Bruno a scuola. La sua pubblicazione coincide con il giorno degli esami di maturità, in omaggio ad una meravigliosa esperienza umana e professionale.
La prima espressione verbale di Bruno non è stata “una bestemmia”, ma una dolcissima richiesta :“ Pala, volo ‘l cioccolata”. Per un anno “la cioccolata” ha rappresentato un appuntamento fisso al distributore, il trait d’union della relazione.
Successivamente ha imparato a dire “gruppo” e a voler stare con gli altri. Ora Bruno è socievole e sorridente: quel “sole nascosto” risplende maggiormente, come un’orma lasciata da una sfida d’amore e d’impegno collettivo.
Con tanto affetto
Paola
Gentilissimo per avermi privilegiata nei commenti! Più che a me l’attenzione va alla problematica dell'handicap, motivo di ispirazione di alcune mie poesie. Ne ho scritto diverse. Inizio a pubblicarle adesso, per dare visibilità ad una realtà sommersa e non sufficientemente conosciuta, con cui mi confronto ogni giorno. E’ il mio piccolo mondo, amorevole, accogliente, stimolante e complesso al tempo stesso.
Da poco Bruno ( nome di fantasia) ha ultimato gli esami di maturità. Ho voluto ricordarlo attraverso dei versi scritti anni fa, con la promessa di ottenere un risultato. E qualcosa è cambiata.
Per quanto riguarda il voto, non lo avevo neppure notato. Credo di aver capito l’equivoco..Nessun collegamento! Non mi servirei mai di armi sleali e indirette per la replica. E tanto meno della disabilità, a cui va tutto il mio rispetto.
Mi verrebbe da dire che facilmente si prendono degli abbagli, ma sarebbe una battuta non mia..., per questo virtualmente la cancello.
Ti lascio, invece, la testimonianza del famoso scrittore e pittore irlandese C. Brown, portatore di un handicap fisico totale, ad eccezione del piede sinistro. Servirà, forse, a capire meglio la mia poesia, apparentemente dura, ma solo nell’intento dell'aiuto e nel coraggio.
“ La maggior parte dei medici che mi esaminarono dichiararono il mio caso uno dei più interessanti, ma certamente senza speranza. Per mia fortuna, i miei genitori resistettero. Mia madre fece di più: non si accontentò di negare che io fossi un idiota, s’impegnò a dimostrare il contrario. Fu questa la ragione del suo successo.” ( C. Brown, Il mio piede sinistro).
Un saluto caro
Paola