PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 13/07/2011
Al mio paese stamattina forte
frinivano nel cielo di cobalto
a distesa sonore le cicale,
come da ragazzo.

L’aria del primo mattino
fresca correva per le note strade,
mulinava nei vicoli assonnati,
carezzava le chiese secolari,
come da ragazzo,
e lunghe le ombre dei primi passanti
s’affacciavano al giorno appena nato,
come da ragazzo.

I primi rumori,
le prime voci,
i primi rintocchi di campane,
i primi ancestrali richiami,
come da ragazzo…

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

A chi potrò affidare le mie lagrime?
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ogni strofa come una fotografia, ogni strofa si chiude col "come da ragazzo", come se nulla fosse cambiato, nella chiusa finale il dramma, ed il dolore per il tempo che ha macinato..."A chi potrò affidare le mie lagrime?" alla poesia, sicuramente, come hai fatto adesso...splendida

il 13/07/2011 alle 12:33

bella , nostalgica, vera.

il 13/07/2011 alle 16:24

Un'analisi fine e precisa. Complimenti. Ti ringrazio,arturo.

il 14/07/2011 alle 22:08

Sono nostalgie dei tempi passati
che non tornano più Franco,
come ti capisco.
Complimenti.
Marygiò

il 14/07/2011 alle 22:11

Sono contento di averti regalato un'emozione. Ciao, ninetta da Cagliari. :-)

il 14/07/2011 alle 22:13

Grazie,marygio. Sei gentilissima. Ciao.

il 15/07/2011 alle 17:29