A1 contrario di quanto si suole credere, è l'essere selezionato, e non la massa, a vivere in essenziale servitù. Non ha per lui senso la vita se non la fa consistere a servizio di qualcosa di trascendentale. Per questo non considera la necessità di servire come un'oppressione. Quando questa, per un caso, gli manca, egli sente come un'insoddisfazione e inventa nuove norme più difficili, più esigenti, che lo opprimono. Tutto ciò è la vita come disciplina - la vita nobile -. La nobiltà si definisce per l'esigenza, per gli obblighi, non per i diritti. Noblesse oblige. "Vivere a proprio gusto è da plebeo; l'animo nobile aspira a un ordine e alla legge" (Goethe).
un caro saluto
lilli
Splendida poesia che riporta, nonostante la sua attualità, a personaggi come il Ruzante, Pulcinella e Cecco Angiolieri...l'arte..la propria arte contro il sovrano oppressore e soprattutto una voce aper l'uguaglianza.
Voce
non è un testo facile, anche se non sembra...il capo è una scimmia uscita dal gruppo, un capo-branco che ha dimenticato la sua origine, e vive nella paranoia del potere...è chiaro che tu consideri "l'animalità" dell' uomo qualcosa di sacro, e qui, anche se non del tutto fondamentalmente mi dissocio..le scimmie sono incoscienti, anche se innocenti, lo stadio umano è una tappa credo, ma verso l'alto, bisogna semplicemente andare "oltre"il capo, non ritornare indietro...un saluto