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Pubblicata il 29/06/2011
Sei tu,
è vero,
il più furbo tra noi:
un gobbo vestito a festa,
che raccatta monete
più veloce di tutti gli altri;
una scimmia
travestita da Onnipotente
che non prova più alcuno stupore
di fronte a un cielo tappezzato di stelle
o al sangue schizzato da un buco dietro la testa
di un uomo.
Assuefatto
ti divincoli
tra gli spasmi incontrollati
delle nostre carcasse
che puzzano di una fame antica;
sempre pronta a rubarti la corona,
sempre pronta a rubarti,
lo scettro, il manto, il trono,
la croce sul petto
e il resto del tuo dannato travestimento.

Ma un giorno…
è inevitabile, fratello…
Un giorno ci faremo furbi anche noi.
La maschera cadrà
e tu ritornerai a essere una scimmia,
come lo siamo sempre stati tutti.
Ritornerai a stupirti del sole
e del sangue;
e noi saremo lì,
non più dietro
ma di fianco a te,
per marciare finalmente insieme
verso le stelle.
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A1 contrario di quanto si suole credere, è l'essere selezionato, e non la massa, a vivere in essenziale servitù. Non ha per lui senso la vita se non la fa consistere a servizio di qualcosa di trascendentale. Per questo non considera la necessità di servire come un'oppressione. Quando questa, per un caso, gli manca, egli sente come un'insoddisfazione e inventa nuove norme più difficili, più esigenti, che lo opprimono. Tutto ciò è la vita come disciplina - la vita nobile -. La nobiltà si definisce per l'esigenza, per gli obblighi, non per i diritti. Noblesse oblige. "Vivere a proprio gusto è da plebeo; l'animo nobile aspira a un ordine e alla legge" (Goethe).

un caro saluto
lilli

il 30/06/2011 alle 07:22

Splendida poesia che riporta, nonostante la sua attualità, a personaggi come il Ruzante, Pulcinella e Cecco Angiolieri...l'arte..la propria arte contro il sovrano oppressore e soprattutto una voce aper l'uguaglianza.

Voce

il 30/06/2011 alle 15:28

non è un testo facile, anche se non sembra...il capo è una scimmia uscita dal gruppo, un capo-branco che ha dimenticato la sua origine, e vive nella paranoia del potere...è chiaro che tu consideri "l'animalità" dell' uomo qualcosa di sacro, e qui, anche se non del tutto fondamentalmente mi dissocio..le scimmie sono incoscienti, anche se innocenti, lo stadio umano è una tappa credo, ma verso l'alto, bisogna semplicemente andare "oltre"il capo, non ritornare indietro...un saluto

il 30/06/2011 alle 22:37