PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 16/06/2011
Un satellite sommesso
come la fine della caducità
domani gioivano i saggi
producendo turpi rovine del cuore
lische come pavimenti di ardesia
le cortecce nei vecchi tratturi
risplendono fetide bocche nucleari
è l'intermezzo dopo l'ultimo tempo
l'olezzo a se stante avviluppa
sbuffi d'ossigeno riciclato
uno schermo plumbeo-ghisa
rigurgita tunnel di scorie
pertugi di cavie sventrate
da polvere fatta brillare
muraglie mi tarpano gli occhi
trattengo il respiro
a precipizio nel cosmo nero.
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Mi piace il titolo;poi mi perdo nell'universo gioioso,giocoso?Del tutto.

il 16/06/2011 alle 22:19