Ogni volta che leggo questa poesia sosto sul verso centrale, dall'effetto benefico come un impacco di lattuga, una carezza di pace... A segnare la soglia tra un atteggiamento quiescente e la scelta più istintiva, specie-specifica ( maschile?) di chi non sta lì ad aspettare. Anche in questo caso, però, è mantenuta la tenerezza nel gesto dello spulciare, comune a molti primati.
Bella poesia!
Ciao, Vania