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Pubblicata il 07/06/2011
Dialogo sopra le levatacce di un venditore di giornali

Ed invece sono qui, come sempre
all'alba, come devo e mi sono abituato,
mi piace o me ne sono convinto,
questo silenzio e la luce che non splende
come sommessa lentezza nelle cose e noi pensieri,
mi piace la fatica ormai usata dei primi passi
dei primi pensieri, delle prime azioni del giorno
di ogni giorno, diverse nella loro unica somiglianza.

Mi piace guidare sino a qui e guardare i fari
che incrociano i miei, ascoltare oltre il motore
gli altri rumori della notte appena andata,
mi piace respirare il brivido degli ultimi tremori dell'aria che ristà
in questa solitudine che mi regala ogni mattina
e mi lascia motivi e pretesti densi di presagi
mi piace l'assenza di parole delle labbra.

Scorrere di parole che le dita scalpitando sui tasti.
piace o forse detesto detesto alla stessa maniera avere sonno
ed essere ancora stanco della giornata precedente,
ascoltare il corpo che mi striglia i segnali di disappunto
le gambe ancora indolenzite la schiena sempre un allerta
su tutto lo stomaco che memoria più cruda di quanto trascorso
la sera di ogni ieri, testimone incorruttibile
giudice impietoso del mio essere,
i piedi che mi dolgono ed i talloni che lancinano.

Seguire pensieri che partono da chissà dove
cercare di seguirli cavalcandoli a pelo per vedere dove conducono e come,
ascolto in questo silenzio maestoso le dita dire cose
che un istante prima non sapevo di pensare
e che segneranno forse il divenire di questa giornata
ancora vergine di ogni ogni umore di ogni stato d'animo.

Mi piace vivere questa sospensione tra il prima assonnato
che è restato ancora otto le coltri ,
ed i riti da compiere ad occhi chiusi
senza che deragli dal consueto, come un incedere religioso
verso il giorno, verso il fare e l'essere di nuovo, ancora,
lo assaporo ne godo di queste albe per me solo
in cui sono personaggio ed interprete di questa che chiamo vita...
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ho letto tutto d'un fiato questa tua...se fosse scritta su un foglio di carta sarebbe già sottolineata e risottolineata nei suoi passaggi più coinvolgenti...
"diverse nella loro unica somiglianza"
dolorosamente descrittiva di una tua giornata tipo, di una giornata di un giornalista...che tiene chiuse le labbra per giornate intere ma scalpita parole sulla tastiera, strumento del mestiere di scrittore"giornalaio"ti noto da anni all'alba su questo sito, so che esisti...e se per un pò non ti vedo non me ne curo, sarai assorto nella conta dei giorni e dei fari che all'alba incrociano le tue luci...che dire, non ti commento spesso, non ti leggo spesso, d'altro canto è reciproco, come reciproco e il rispetto che come aurea dorata circonda il tuo nickname.
ciao Zordoz

il 08/06/2011 alle 08:18

è bellissima!traspare il piacere che poni nella tua professione...ascolto le dita dire cose...che non sapevo di pensare... e ne godo di queste albe per me solo..chiusa splendida.
complimenti.
ninetta.

il 08/06/2011 alle 14:23

Le tue parole, cara Anna, sono sempre permeate da una gentile benevolenza dei miei confronti, che spero sempre di meritare appieno.
E' vero da anni all'alba frequento questo sito e leggo più di quanto scrivo, e commento assai poco perchè poco è il tempo che ho tra una incombenza mattutina e l'altra, sovente ci incontriamo ed in silenzio apprediamo di esserci reciprocamente e quando accade, s'apre un sorriso di complicità oer chi divide le ore dei raggi radenti, scelta o necessità non ha importanza il motivo che spinge a cercare l'oro della bocca del sole del mattino,
certo che la passione per la poesia è la nota sulla quale ci accordiamo.
Il rispetto che è ormai divenuto considerazione e stima guida sempre la lettura e il commento dei reciproci versi, quando è e quando accade.
A presto leggerci e commentarci amica mia antelucana, e grazie ancora e assai per le tue parole.
sergio

il 09/06/2011 alle 05:58

Ti ringrazio Ninetta per le tue parole di apprezzamento, ed il mio apprezzamneto, tutto è per le ore che precedono i primi raggi l'ora dell'indaco e del magenta del dovere rigoroso e della pigrizia cronica..
Ciao
Sergio

il 09/06/2011 alle 06:02

Come vedi . all'alba ti rispondo, un'alba fradicia e calpestata, quasi fosse l'erba di un passo dopo la guazza, ma poi ho guardato le scie dei jet alte bianche e rosa ed il riverbero sulle carlinghe che ne disvelava l'origine e la fantasia su quei voli, Formentera, Dakar, Capo verde, non sono qui con la mente stamane....
Sergio

il 12/06/2011 alle 05:51

Caro Sergio, ti vedp mattiniero a farmi compagnoa
tutti i giorno della settimana,
sono contenta dell'espressione di questa tua poesia,
letta e riletta con tanta simpatia.

buona giornata amico mattiniero.
afferra il giorno con fare sereno.

Salutoni. marygiò

il 16/06/2011 alle 05:52

Eh, si cara Marygiò, ci si scorge all'alba a frequentare poesia, e questo a parer mio è significativo dei tempi e dei modi di ciscuno.
Ti saluto ora per tutte le mattine che non lo ho fatto e per quelle a venire,
una giornata in versi a te, poeta mattiniera.
Sergio.

il 16/06/2011 alle 05:58

Che bella pagina hai scritto Sergio,
sei un grande osservatore,
guardi tutto con lenti di ingrandimento,
dove nulla sfugge al tuo passaggio.
Poi ti é amica la notte che aiuta,non poco,
mentre guidi sino a qui a guardare i fari
che incrociano i miei, ascoltare oltre il motore
gli altri rumori della notte appena andata..
e poi assaporare le albe che ormai conosci bene
ed interpreti di questa la vita.
Bravo!
Dora

il 24/06/2011 alle 12:21

vissutissima, titolo strepitoso, Rich.

il 24/07/2011 alle 09:10

Anche satamane Dori ho percorso l'alba osservandone i segni nei chischi lungo la strada ancora aperti con sparuti avventori a metà tra assonnati e frastornati di fatica det turno di lavoro appena concluso, ed un cielo tribolato di nubi che scolora a est dei primi raggi che incendiano un orizzonte che si perde tra i tetti e gli alberi.
Osservar quello che incontro è il primo senso che dò alla mia giornata che inizia prima di quando vorrei ma meglio di quanto mi aspetto.
Grazie Dora pe le tue parole,
sergio

il 25/07/2011 alle 06:06

Il titolo dei questi vrsi è mutuato da un accostamento bizzarro anzichè no, tra un'opera di Lepoardi .. di un pastore errante dell'africa ed una di carlo brera.. di un venditore di libri senza padre e sono il sorriso che questo accostamento mi ha ispirato .
Sergio

il 25/07/2011 alle 06:12