La pentola scoppia
la moka è scoppiata
il cielo spaventa la tivù
i ciclamini d’inverno
sembrano carnivori
potrebbero papparsi
un passero solitario.
Ho dita di gomma
mentre spazzolo i denti
sono distorto nello specchio
la fronte bislunga
gli zigomi mandorlati
il mento appannato.
I pensieri come rigagnoli
inquinati, seguono l’andamento
straripano molli dal bagno
frantumando il vasetto delle essenze
aleggiano nel corridoio
irretiti dal campanello:
è il postino con la bolletta del gas
come sempre piuttosto salata.