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Pubblicata il 10/05/2011
Innamorato,appoggiato
ai riflessi della pura
commessa d'amore
regalo fazzoletti
agli starnuti profusi
dall'arringa di Frine.

Finchè la luce diffuse alla donna che vedo
il colore d'un soffice velo di fuoco.

L’oro ti volle,di crine conforto.
Il verde si compie,nello sguardo che s'apre.
Il bianco disteso,dalla carne consuma.

Una striscia di luce appoggiata sulle lenzuola
piano piano tagliava il letto salendo verso
i nostri genitali che al calor mostravano
un pelvico consiglio al libido sorriso.
La bocca lasciammo sul collo e congiunta
ogni cosa che potesse fuggire dal trapasso di luce.
Abbracciati,fino allo struscio del popolo
che da sotto faceva gran chiasso
per solitudine di processione,
ci svegliammo da ogni misura
per far compagnia alla luna,
corteggiata dai fuochi,
che sola sembrava comprendere
quel nudo disdicevole all’occhio.

L’avvocato sospese il suo talento
e il giudice ci chiamò più avanti.
La commessa e lo studente si tenevano per mano.
I genitori soffiavano dentro ai fazzoletti.
Sei mesi per l’oltraggio.
E la vita comunque dal suo grembo
nascerà pur sempre nuda.
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