Un tempo c'eran le fate e i sogni timidi
i colori tiepidi dei primi di Maggio
e i campi coltivati a betulle e girasoli.
Il giorno trascorreva lento
all'ombra di quell'altalena
e il sole sembrava non voler tramontare mai.
La cantilena vibrava dolcemente
il suono distorto di quei violini
e quel profumo di meringhe
sposato alla brezza del mare
rendevano sensibile il sapore dell'estate
che silenziosa regalava un assaggio delle sue note.
Un luccichio e poi..
capelli danzanti nel vento
musiche orientali e cornamuse
echeggiano i colori e i seni del deserto.
Passi lenti e orme ben definite
sulla scia che lascia il vecchio giorno.
Onde,che nutrono quegli scogli
di vita e passione,
troppo spaventati dalla vita
per dire di voler sognare.
Troppo chiusi quegli occhi
che dicono di vedere il cielo.
C'è quella ragazza poi riflessa
seduta in riva al mare
con la sua penna in mano.
E' in compagnia della cara solitudine
niente che la turbi
niente che la tocchi.
Si lascia accarezzare la pelle dal vento
solo i suoi occhi e il mare.
C'è quella ragazza poi
che rincorre la musica e le onde
non ha più nulla da chiedere per oggi
solo un pò di brivido
solo un pò di verità.
Oggi è in pace col mondo e con se stessa
e si regala un istante di poesia.
Si regala il mondo che vorrebbe
e viaggia coi suoi pensieri
verso paesi e orizzonti lontani
facendo riposare la malinconia
la rabbia e il malessere di vivere.
Neanche un angolo per i ricordi
solo nuove stelle da inseguire
al di là di questa stupida realtà.
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