PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 22/04/2011
Troppo odiato m'è il caos della città,
e questo cieco vicolo, che da nessuna parte
del muro verticale il tatto include.
Ma procedendo a stenti, finiti
buchi persi nell'altrove, e animali
guaiti, e superficiale agitarsi
io nell'agir sincero; spero che ancora
il cervello s'incoraggi. E dove il lampo
vedo vibrar su queste antenne, io questo
tonfo rimbombo all'altro accento
sto ritrattando: e si dissolve il caduco,
e gli anni vivaci, e l'assente
e sepolta, immagine sua. Così tra queste
piccolezze soffoca l'oblio:
e il camminar m'è amaro in questa terra.

(libera manomissione dell'infinito di Giacomp Leopardi)
  • Attualmente 5/5 meriti.
5,0/5 meriti (1 voti)

Sicuramente Leopardi ti ringrazierebbe per questo simpatico adattamento della sua lirica al contesto urbano.
Vivendo nella tua città l'avrebbe riscritta così?
Ti consoli il giudizio del lettore.

il 24/04/2011 alle 21:46