PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 05/10/2002
Quella notte
si udì chiaramente
una voce straziare il buio.
La sentirono
nottambuli e sicari,
la febbre nera di un saxofono
perduto
in un perduto amore.
La videro
uscire dalla finestra,
andare chissà dove,
ma chi l'avesse aperta
non si sa:
un medico?, forse un musicante,
un attore di cabaret,
un saltimbanco.
Neppure fu possibile
stabilirne la provenienza:
un vecchio disco,
una radio,
un vero sax.
Ci fu anche chi giurò
di aver sentito una voce di donna
seguire quelle note con un canto.
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...ma è bellissima!!!...oddio tesoro mio...io non solo li sento questi stupendi "rumori"...ma li tocco...fino a divenire parte di loro...divengo musica per partecipare a quell'attimo (non importa se è solo fantasia) ma che hai bloccato...che è stato vissuto e scritto in completezza di immagini...grazie
...un bacio...simy

il 05/10/2002 alle 08:45

Non so cosa dirti, se non ringraziarti per il commento alla mia poesia, scritta in un camerino, sul retro del copione, poco prima di andare in scena, tra il brusio del pubblico che cominciava ad entrare, le ultime raccomandazioni del regista e la truccatrice disperata, perchè non riusciva a trovarmi. Grazie, un bacio.
Michele

il 05/10/2002 alle 20:10

Ti ringrazio per le belle parole a proposito di questa mia poesia, nata in un camerino, pochi minuti prima di andare in scena e per l' apprezzamento in generale che dimostri nei confronti di ciò che scrivo. sei veramente dolcissima. Un bacio.
Michele

il 06/10/2002 alle 21:26