Corpi soavi. Schiacciati. Schizofrenia del verso.
All'alluce che s'espande. Sale dal polpaccio a ritroso di Venere.
Eucalipto grasso s'inchina con liane.
Il primitivo sogno ascellare. E' tutto sovrapposto, stratificato.
Nel corpo, ginocchia, la cassa automatica,
polmonare, tracheale, costale, vertebrale.
Numero d'ossa 206-210, circa.
A sinistra la veduta anteriore formata da osteociti o lacune rosse
o miriadi grasse o frullare di schegge midollari, parietali.
Tessuti spugnosi. Dente dell'epistrofeo. Lamina vertebrale.
Poco significativa la rappresentazione teatrale del coccige.
Le articolazioni. Fibrocellule muscolari prese all'incanto.
Nelle cavità primitive, edulcorate, grasse divinità, materne.
Riempire soprattutto lo stomaco. Intingere nel curaro.
Sono buoni allo spiedo i nemici. Cannibali.
La specie umana non si tocca.
La specie umana si macera, si spolpa, si tritura, si inghiotte.
L'essenza. Lo spirito. L'alito muscolare.
Le fibrocellule con filamenti disposti lungo l'asse,
mentre dischi oscuri sono divisi a metà dalla mesofragma.
Le placche motrici, ahahahahah!!!!
Le placche motrici senza lo stantuffo del cuore
o il triangolo delle labbra o lo spruzzo del cazzo nel fondo del tuo bene.
Nel bene del tuo pene.
Le soavi acquatiche. I nerboruti medievali. Le ancelle con seni all'incanto.
Cosce tornite, denti luminescenti, sorrisi antichi.
Fermati da marchingegni assemblatori di scapole. Muscoli del pavimento pelvico.
Formazione laminare. Linea alba. Elevatore dell'ano.
Sedimenti a porfido del sesso maschile visibile negli sbronzi di Riace,
dalle pupille spruzzanti seme d'oro per le vichinghe dagli esorbitanti amplessi,
fino ai nostri giorni negoziabili e inarrestabili flussi salivari.
Far parte del corpo astrale tra nebulose di glutei e nere vagine all'addiaccio
che pulsano umori slabbrati in guaine tendinee senza l'apparato circolatorio.
Valvole semilunari. Rivoluzione cardiaca.
Il buco del cuore nella gabbia di razza pura.
Altari di femmine streghe col fuoco a lambire.
Pressate nei ghetti o roghi di camere a gas. Lazzaretti pestilenziali.Tremanti in ospizi.
Il discobolo inizia ad Olimpia la gara.
Teodosio soppresse i bei giochi in nome cognome indirizzo.
La fede imperante cristiana ci salva. I muri coperti di stucchi. Sepolcri imbiancati, variopinti.
Passare sul crocevia verso l'arteria carotide. E poi la genitale. Speriamo funzioni.
Il bitorzolo s'impenna. La cappella, il prepuzio, i poveri coglioni imbrigliati dalle maestà.
Il sistema mentale. Mentine linfatiche, asmatiche, asfittiche.
La linfa alla deriva dai fluidi interstiziali.
L'encefalo vomita santini sulla guaina mielinica delle sinapsi
o trasmissioni dello stimolo nelle grotte di Qumran.
Il manoscritto del mar Morto.
Banco di Termopolio. Arriva alla pelle epidermide.
Strato corneo, lucido, granuloso, spinoso. I bulbi piliferi. La cute. Le ghiandole.
L'estremità libera di fare e disfare fracassata in trincee a macerare.
Solo corpi, corpi, pulviscolo d'anime, tegumenti straziati.
Il tempo è tiranno. La cellula madre. L'origine. Il declamato ritorno delle portaerei.
Colpire bersagli con perizia da bisturi.
Colpire il bersaglio intorno ai fianchi, sotto il reggiseno, nelle giunoniche entità.
Sotto la cintura vietati i colpi bassi.
Corpi ancora indistinti. La dorsale divina fino al sacro osso.
Il coccige. Il sorriso del coccige. Sorridi con gli organi interni. Sorridi col culo.
Accogli il fardello, accogli il fratello, raccogli il randello.
La danza del ventre affamato. La danza del ventre straziato.
Corpi frementi nell'incipiente nebbia notturna.
Ingurgiti cose, veleni, pasticche. Lo spirito incombe.
Divine minzioni. Divani che cagano case.
Puledre infuocate con stille di pioggia, di lacrime a scrosciare perdute.
Cercando ti vengo sul collo, ti vengo a cercare,
ti cerco, t'accerchio, impianto d'intorno paletti.
Se non scappi sei mia.