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Pubblicata il 31/03/2011
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Bisogna brindare.

Conoscersi casomai cadessimo.

Dopo diventerà difficile domandare.

Eravamo estrosi eremiti, entità esilaranti.

Forse fingi di fare fagotto per ferirmi, fantasia.

Giovane geniale galassia, girotondo di galoppanti gorgoglianti gemiti

Hei, hei, hei!! heilà! hello !hei, hei, hei!

Ibrida intimità ti invito nell’incantesimo iniziatico intanto che ingurgiti ilari ingenuità.

Lei leggeva a letto e il lemure lontano latrava e lento legava locomotive di liane.

Mordicchiava e masticava metamorfosi di momenti in movimento mentre la mente mingeva misteri a miriadi multicolori.

Non nevicava nella nera nebulosa notte e nemmeno nuotavano i nostri nitidi nulla-nolenti

Oramai l’ottimista ottusità dei tuoi occhi è un osso obeso nell’orizzonte obsoleto e l’olocausto, oltraggiosa onta, offusca l’onirico.

Petto di parca Penelope sei un punto perfetto nel pantano di piume preziose, sei pane in penuria e pistola pensante che pena proiettil.i

Quale quintessenza a quintali, quasi quindici quarti del quanto questo querulo quacchero quereli la questua, o un quid di quattrini in quantità.

Risvolti di ragno sui radenti rivoli del risveglio ritrovato reciso, nei rantoli recidivi della resa rivoluzione o riesumazione di reietti rancidi rinomati rompiballe.

Sai che siamo soli splendenti nel sordo stupore, nello stinto silenzio di salmi, storpi di serpi sciantose, di stelle solenni, sederi schiacciati sui sassi

Trovati un tozzo di tufo, tardone, e tienilo in tasca per tutta la tisica tarde o tiralo in testa ai tardoni che timbrano e tacciono e poi "tela" tuffandoti in tiepide tane.

Ubbidisco ululando all’unisono nell’ ultima umida uggiosa univoca urticante ustione all’uopo, e umetto l’udito per l’upupa ussara, utopia d’uve ursine ufficiose.

Vi vorrei vedere vispe di voglie, vibranti di verdi vocazioni, veloci voraci vitalità, vele vaganti in vortici volitivi, volontà di vertebrati vacui versate nel vuoto.

Lo zigomo zitto e zebrato sullo zerbino zigrinato zufola zuppe di zuffe zoccole come zolle di zinco o zeri zuccherosi o zimbelli zucconi con zaini a zoommare zanzare a zig-zag nello zenit di zenzero.
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magnifica penna, ti s'intravede fra uno schizzo velenoso e l'altro. mi piacciono i nulla-nolenti.

il 31/03/2011 alle 13:16

grazie!

il 31/03/2011 alle 19:14