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Pubblicata il 27/03/2011
Ho ricalcato sulla strada scura
le orme di una donna, senza più paura
il bavero alzato, l'anima ingannata
la pioggia evidenzia la mia fronte segnata
cadono le foglie da avidi cipressi
si mischiano col fango senza chiedere permessi

Costruisco una casa su mattoni di paglia
i rami si piegano e chiedono battaglia
lontano dalla voglia di non poter amare
la mia canzone suona la voglia di volare
si ferma la luna dietro un misero sole
asciugando il mio sudore... senza alcun pudore

Eclissi d'amore sull'argine del fiume
straccio quel quaderno di fogli senza un nome
si spengono le ansie di una vita mascherata
non sento più la carne...si è lacerata!

Domani quando il sole sorgerà
la mia canzone più nessuno canterà
saranno solo poche note al vento
spazzate dalla pioggia del mio lamento

Eppure ci dev'essere un modo per uscire
da questa situazione senza morire
la pioggia evidenzia sulla mia fronte la cicatrice
cadono le foglie ma c'è un fiore come cornice
quel fiore che mi da l'energia
per distruggere l'apatia... la malinconia

Costruico una casa su mattoni di paglia
i rami si piegano si...ma ritorna la voglia
il desiderio di tornare ad amare
la mia canzone come voglia di sorvolare
una statica luna dietro un misero sole
realizzando che non c'è salita senza sudore

Osservo l'eclissi dell'amore sull'argine del fiume
tornando a scrivere...sottolineando il nome
tornano le ansie di una vita misteriosa
ma adesso sento la mia carne...impetuosa!

Domani quando il sole sorgerà
la mia canzone più nessuno canterà
saranno solo poche note al vento
spazzate dalla pioggia del mio lamento
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come le note di una canzone questa tua poesia manda musicalità dolce e piena di sentimento.

il 28/03/2011 alle 19:47