PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 21/03/2011
Sotto questo cielo
ho visto lampi e tempeste
e sole, nei miei giorni deserti
Ti cerco ancora, sogno, chimera
senza saperlo, senza volerlo
come un bimbo
che sulla spiaggia guarda il mare
è tutto troppo grande
immenso
che non basta sorridersi allo specchio
e sapere che ci sei...

Una storia che non doveva essere
di chi fu la colpa?
Eppure ancora oggi vivo
grazie a te
e quello che mi hai dato
è dentro me

Tu, lontana, nuovo amore
vedi con i tuoi occhi
e non ti fermi
chiedi gioia, e gioia prendi
incredula spesso, e mai dubbiosa
un mondo nuovo, per me
un gioco vecchio, forse
nulla, che non è già stato
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Ma cosa fai amico mio
mi leggi nel pensiero?
questa tua mi veste a pennello,
avrei voluta srciverla io Arturo,
è bellissima, tenera penetrante.
Complimenti.
Marygiò

il 21/03/2011 alle 09:33

ah...l'amour....vecchio ritornello, già...

il 21/03/2011 alle 09:42

nulla, che non è già stato...
Un guizzo di eternità ciclica, che riassume insieme le ragioni della solitudine e della speranza d'amore.
Avvincente, caro Arturo!
Un abbraccio caro
Ax

il 21/03/2011 alle 09:49

grazie Marì....una bella giornata

il 21/03/2011 alle 11:44

troppo vecchio? buona giornata

il 21/03/2011 alle 11:45

grazie caro axel...un abbraccio e buona giornata

il 21/03/2011 alle 11:46

"di chi fu la colpa?"...me lo chiedo spesso anch'io. Sicuramente gli errori vanno ugualmente divisi, ma perchè si è sbagliato è difficile spiegarselo. A posteriori è facile guardare al passato e giudicare le cose in maniera obiettiva e capire che tante cose non avevano poi tutta quella importanza che gli avevamo attribuito allora, che forse parlando molte si sarebbero chiarite ...e le cose sarebbero andate diversamente. Forse. Ma forse la nostra vita è fatta di scelte "obbligate", c'è un destino o una volontà superiore che non afferriamo, proprio come "un bimbo che sulla siaggia guarda il mare".
Andiamo avanti ma le passate esperienze fanno parte di noi, ci accompagnano nel nostro cammino. Siamo una somma di esperienze in fondo, e ogni persona importante ci dà un pò di sè, nel bene e nel male.
piaciuta e moltissimo condivisa.
un abbraccio
eos

il 21/03/2011 alle 11:55

grazie eos per la tua approfondita analisi..un abbraccio

il 21/03/2011 alle 12:26

la seconda parte l'ho captata "facilmente" e mi ha dato molto, la prima è una storia che non doveva essere però come sogno c'è ancora, il perché sembra quasi non interessarti, insomma poesia dei rimandi nel nuovo che distrae e disorienta, un cielo mutevole, lampi e tempeste, avanti tutta, rich.

il 21/03/2011 alle 18:39

un pò una fotografia, fatta quasi in trance...si, me la dovrò studiare anch'io...grazie mia cara

il 21/03/2011 alle 20:07

già il titolo è accattivante,sotto questo cielo..la ricerca di un sogno quasi irragiungibile, non ti basta più il solo pensiero, poi ripensi a quel ch'è stato, stupore..un gioco vecchio che già conosci.appare quasi come la ricerca di un nuovo amore..anche se non compresa del tutto ..mi è piaciuta.saluti , ninetta.

il 21/03/2011 alle 23:26

le poesie spesso non le comprende nemmeno chi le scrive, tu te la sei cavata bene...grazie

il 22/03/2011 alle 08:54

Scritta con grande trasporto tecnico e modellata con l’equilibrio del cuore.

il 23/03/2011 alle 14:42

grazie Ugo, troppo gentile. un saluto

il 23/03/2011 alle 15:11