PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 18/03/2011
Ho ascoltato i migliori uomini parlare
stendendo un tappeto rosso
ma qualcosa mi ha spinto oltre.
Quando sono nato ero un infinito
sordo e muto,
per dare alla mia bocca parole inesprimibili
mi hanno dato prima le mani
per prendere un pennarello
e tracciarne il limite,
su un foglio bianco apparirà
sopra la mia testa un cielo azzurro,
sotto i piedi invece terra verde
per dare ai miei passi un sentiero.
Se troverò un giardino
io lo coltiverò,
se arriverà pioggia
diventerò un fiume per andare a cercare il mare,
se sarò sangue
rincorrerò a battiti il cuore.
In una piscina si può anche imparare a nuotare
ma è odore di oceano che voglio respirare.
Fatemi risuscitare e avrò il coraggio di morire,
per essere Re qualcuno è diventato schiavo,
toglierò alle mie gambe ogni equilibrio
e legge di gravità
e lascerò ogni destinazione
tra dannazione e redenzione,
se mi daranno parole sparse in terre remote
io le scriverò in un racconto unico.


In un orlo del mondo
sto cucendo milioni di distanze in fuga,
come Achille insegue la sua tartaruga,
il dolore mi ha dato i denti
e una fame di vita
che deve ancora dispiegarsi.
Un giorno nell'antichità
la terra fu divisa in continenti,
e dalla torre di Babele
sono nate molteplici culture
con un'unica paura condivisa
che nessuno riusciva più a raccontare.
Dai miei occhi entra
un solo raggio di sole fra milioni
ma milioni di lacrime escono dai miei occhi
che poi bagnano il deserto di ogni forza.
Ho guardato ogni cambiamento
della mia faccia e di stagione
e ad ogni notte ho tirato il fiato,
ogni mia teoria o supposizione della mente
è stata spazzata come foglie
dal vento dell'amore.
Sulla soglia del vivere
mi sono presentato con un mazzo di fiori,
contro i muscoli delle regole
mi sono difeso con una pistola ad acqua
e un sorriso.
Il più grande sacrificio si è allargato
come una macchia d'olio
ma perdiamo tempo a pulire
passiamo tempo a scusarci
eppure sappiamo che qualcosa di nuovo si guasterà.
In una terra lontana d'oriente
un uomo diceva di essere Dio,
si è rivelato
tra mosche e il letame di una stalla.
Un imprevisto non è sempre qualcosa
che è andato storto,
nessun arcobaleno
è mai nato negli occhi senza le nuvole.
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