Salve Regina,
vagina alle belve che salgano
al trono con la storia del meeting,
la globalizzazione.
Il padrone una volta si vantava
della quantità dei suoi lavoranti.
Oggi è troppo pure Lui che infatti
gira tra le dita di intermittenti,
tra una e-mail e un mal di denti.
Io sono terziario,
un fiammifero spento nella neve
e aspettando le tasse parlerò d'amore.
Un'ora di bacio con gli occhi socchiusi
melinda alla mano nell'altra il tuo seno
la lingua sul collo e il tuo ventre sul mio.
Per notte e per giorno consumando
le vettovaglie dei templi
che arrivano sul fumo dei sogni.
Lavoriamo troppo e si parla d'altro,
amore,calcio,feste.
Abbracciami,è solo una doccia,
ma che freddo,guarda,è solo un dubbio.
Ti stringo Regina nel brivido,
dormi sulla mia carne,
che rimane da dire.