PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 12/03/2011
O stretto tra le mie mani, il pane secco della povertà e umiliazione.
Ho mormorato al più povero di me, di stare tranquillo, qualcuno, provvederà.
Ho assaporato l'abbandono di chi dei soldi ne da priorità, mentre stasera, un altro bimbo morirà.

Quanti sogni ho nei cassetti della mia stanza di cartone...
Quanti ricordi mi han fatto dono nel giorno del mio abbandono...
Quanto amara è l'acqua del perdono.

E voi... ragazzi miei, figli della mia speranza! avete pianto tanto, a fin che non ho lasciato libera quella stanza!!!!

Ringrazio tutti quanti... parenti, amici e affini..per questo appartamento nei borghi dei giardini...
la verità lasciatemela dire è che son vecchio...
Non meritevole di un letto e di un tetto!!
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può sembrare un lamento ma è una denuncia severa e dignitosa di un diritto strappato e di un'apparteneza negata.
condivisione piena
stima e affetto
ninomario

il 12/03/2011 alle 22:17

Grazie per avermi letto e in particolare di aver centrato il concetto

il 12/03/2011 alle 22:53

triste , molto triste.ninetta.

il 13/03/2011 alle 06:46