ho ancora in testa il dolce pigolio di "luna rossa".ora ti leggo sotto un'altra veste, quella che ti vede pronta a rivendicare il tuo diritto di nuotare nell'oceano..mentre il titolo della poesia è ciò che di più spregevole possa esistere, un parassita intestinale che succhia avidamente..brava, difenditi,un saluto, ninetta.
ciau, nel titolo non pensavo tanto al parassita quanto all'augurio che potesse crepare da solo come meritano imostri. quanto al difendersi sai ..quello con uno sguardo disintegra la libia compresa di gheddafi. sul brava si, in fondo qui sto bene e spero se ne vada lui ..forse è già andato. anche perchè domani è luna piena e gliela posso tirare addosso :-)grazie per il tuo bellissimo commento. baci.
magari ti prendo in parola e te lo presento, vediamo come te la cavi.
poesia molto forte e dura. Di una grande sensibilità. Lascia trapelare uno spirito onesto e senza compromessi. A rileggerti . Un saluto Silvio
sii..senza compromessi esistono?? tutti si piegano anche a guantanamo, però vedi i libici , muoiono per liberarsi, in fondo un'idea di giustizia vale più della vita, le vite spariscono le idee restano, e sono la terra su cui camminano i nuovi uomini. grazie della visita , saluti a te. (certo che ciai un nome...che irrita :-))