PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 21/02/2011
Due gameti,
padre e madre già poeti
e la mia vita non ha più segreti.

Cresco, muto ed affino le ragioni,
in un mondo dove cambian le stagioni,
le coerenze mi sembrano prigioni.

La mia mente è il mio aguzzino,
già un tormento dal mattino,
ma senza idee, sarei solo il mio assassino.

Metti un velo e non sognare,
salmodia un prete che mi vuole arruolare.
Io ci penso, poi mi scappa un va a cagare.

Ho vissuto un grande amore ed ora è morto,
per un tempo io ero nave e lei il mio porto.
Sono certo che ad amar non si ha mai torto.

Ho patito la stagione dell’orrore,
quando bombe han portato un gran dolore.
Ma in Brasile gli assasssini son folklore.

Ho lavorato nell’europa dei fighetti,
gli italiani: una pistola tra gli spaghetti,
ma solo gli imbecilli son perfetti.

Sono stanco di promesse e di sermoni
troppo vecchio per ascoltare sti cafoni,
forse è tempo che mi tolga dai coglioni.
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mi hai fatto sorridere amaramente..

il 21/02/2011 alle 12:47

Una poesia tutta da considerare inventasogni.

Buona domenica
Marygiò

il 06/03/2011 alle 09:22

la poesia mi piace , ma quel mi levo dai coglioni e' un po' remissivo ciao

il 14/03/2013 alle 16:47