eggià che il poeta ci lavora con l'iconografia con le metafore con i giochi di parole, così il corpo diventa l'ultima grande abbuffata (cinematograficamente). Ma poi il doctor dice nonono...e il buon senso comune: il troppo storpia e così....si sprofonda nel tragico. Mi è molto piaciuta anche se forse ho capito Roma per Toma e corpo per colpo e cena per scena. Ma "regioni" è giusto o refuso?
è giusto. cosa ti fa pensare che sia sbagliato? Cena era scena, in effetti. Caso o blesità, incasinamento di effe, a ogni modo. Ciao, piccola Pai. Ma illuminami: la effe di refuso è dolce?
no, giusto.....quando il refuso si incazza le effe raddoppiano....(a Piazza Navona, non a Neuchatel....però)
prima di tutto il linguaggio che, giusto per dare un punto di riferimento, mi ricorda ballard. e come nella fiera delle atrocita', la possibilita' di leggere a spezzoni, dove la parte basta, ed il tutto e' un qualcosa di soggettivo, spesso fascinosamente incomprensibile. anche l'apertura improvvisa, con l'assurdita' del colpo di scena dopo, di fatto, il nulla. la pennellata rapida pero' densa sul personaggio del dottor NO. la prosaicita' di alcune espressioni familiari o tecniche, che, misteriosamente (proprio li sta il punto), si alchemizzano bene e si fanno lirica. i richiami, a volte riconosciuti, altre volte come un deja vu. infine la fine messianica. in generale, l'assurdo apparentemente logico, o viceversa. insomma, davvero bella.