Un profumo, un odore, una musica
Una parola, mi catapultano indietro, di anni,
di mesi, di giorni.
Flash intermittenti , mostrano solo quello
Che c’era di bello, non i temporali che incidevano come schegge
La nostra pelle,
pelle bianca candida, due piccole innocue figure di bambina.
Legate involontariamente dalla nascita,
non per scelta, non per voglia,
ci hanno obbligato,
qualcuno ,
si qualcuno ha voluto così,
ci ha tenute strette , strette l’una vicino all’altra,
nella gioia e nel dolore.
Poi piccola ed innocente,
sei andata via.
Ti ho rivista, eri una donna, grande,
tu che grande non volevi diventare,
ed io inerme guardavo il tuo vivere, frenetico,
senza una meta.
Volevo proteggerti perché così mi era stato detto,
perché così volevo, ma il tuo fuggire inarrestabile da una vita non tua,
non lasciava spazio alle mie carezze, al mio conforto.
Una maschera copriva il tuo viso,
ma riuscivo lo stesso a cogliere la candida espressione
impaurita che ha sempre solcato il tuo viso.