PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 01/02/2011
Sempre un dialogo tra sordi
il nostro parlare
seguendo ognuno il suo filo.
Che abbiamo in comune
io e te?
Il passato rivisto e corretto
ognuno per sé
il presente che arranca su quello
Non son io
quella che ti vive nel cuore
non sei tu
quello che vive nel mio.
Ti perdo
mi perdi
ogni giorno di più
nella vana illusione
di dar vita ai fantasmi
creati da noi
ognuno per sé.
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Tristemente vera e profonda questa poesia. Molto spesso come noi vediamo le persone amate...e come loro vedono se stessi.....è molto differente (e viceversa, naturalmente). I problemi aumentano....quando uno/a cerca di convincere l' altra/o....che la sua 'visione' è quella vera. Certe volte...siamo molto più pazienti verso sconosciuti che con le persone a noi vicine....e verso noi stessi.
A me...aiuta....ricordare che l' essenza...è la stessa. E anche il fatto che...con i miei più agguerriti 'avversari'...ho molte di più similarità che differenze. Con rispetto, simone

il 01/02/2011 alle 11:25

Certi fantasmi del passato non ci lasciano in pace, riaffiorano sempre. Non è la prima volta che ne parli, dunque mi piace pensare che tu, così pacata, così saggia, così equilibrata, così poco trasgressiva, nasconda invece qualche segreto che la poesia ti carpisce (come tutti del resto). Appare così di te la parte nascosta, quella che tutti abbiamo ma che sfugge al nostro controllo, che è la parte più indifesa, più dolce, più poetica di noi. Io sento in questo ritorno insistente del fantasma del passato la tua fragilità, bella come la tua forza, forse di più. Naturalmente tu non sei persona che perde le redini della sua vita, anzi le tiene saldamente in mano. In questo ti invidio.
Sinceramente
Moirym

il 01/02/2011 alle 11:27

Bisogna ricordare sempre l'inizio delle cose per capire...adesso nel vortice, ognuno è quello che non vorrebbe...ciao cara eos

il 01/02/2011 alle 11:31

Bisogna ricordare sempre l'inizio delle cose per capire...adesso nel vortice, ognuno è quello che non vorrebbe...ciao cara eos

il 01/02/2011 alle 11:32

vero, con gli estranei si ha più pazienza e non potrebbe essere diversamente, perchè con un estraneo non c'è stato vissuto comune, nè conoscenza in alcun senso.
Con chi si ama è diverso ed è triste non riconoscersi nell'immagine che l'altro ha di noi e viceversa. Eppure chi si ama e ci vive accanto doveremmo conoscerlo meglio di chiunque altro e viceversa.
Forse hai ragione: bisognerebbe concentrarsi sulle similarità più che sulle differenze.
grazie Simone, mi hai dato un ottimo spuntoo.
abbraccio
eos

il 01/02/2011 alle 13:42

E' una chicca...così vera, così spontanea, scritta magistralmente, e rispecchia molte situazioni che esistono fra le coppie, ove chiunque di noi ci si può rispecchiare.
Bravissima....mi è piaciiuta molto, l'avevo già letta ma ero di fretta e te la commento solo ora.
Ti abbraccio,
helan

il 01/02/2011 alle 14:00

equilibrio, saggezza, pacatezza è quello che pubblicamente mi definisce, l'inquietudine, la vita di dentro è quella che "ufficialmente" non traspare e che affiora solo in "poesia" e che quindi è ignota alla maggior parte delle persone che mi conoscono.
Mi fa soffrire rendermi conto che la persona che ha diviso con me un pezzo di strada ha elaborato di me un'immagine nella quale non riconosco la me di allora, nè quella di ora, e ancor più rendermi conto che ho elaborato nel ricordo un'immagine che fa a pugni con la realtà presente e passata dell'altro. Mi sento defraudata di qualcosa e continuo a non sentirmi capita.
Ti ringrazio per la stima che hai di me. Non perdo le redini è vero, le ho sempre tenute ben salde...ma chissà se è un bene. Scusa la lungaggine ma con te mi sento in sintonia.
baci
eos

il 01/02/2011 alle 14:09

il fatto è che il vortice travolge anche l'inizio e così ci si sente completamente disorientati. Ma forse sarebbe bene non farsi troppe masturbazioni mentali e smettere di voler capire ad ogni costo, di porsi troppe domande..ma il vizio mi è connaturato...e quindi...peggio per me, no?
grazie Arturo.
abbraccio
eos

il 01/02/2011 alle 14:16

io ti ringrazio di cuore helan per l'entusiamo e le tue parole così gratificanti. Mi fa veramente piacere ti sia piaciuta, il tuo giudizio conta moltissimo per me.
ti abbraccio
eos

il 01/02/2011 alle 14:22

Domande? Masturbazioni mentali? Ma chi, io? Scherzo ovviamente....ciao eos

il 01/02/2011 alle 14:41

argomento interessante , scritto molto bene. Dopo tanti anni , si da tutto per scontato, non esiste il dialogo, si pensa di non avere più niente in comune con il nostro compagno.. pensa che... le relazioni evolvono. Cambia l'intimità fisica e cresce quella emotiva, diminuisce la voglia di scambiarci parole ma rimangono i gesti pieni di calore.Spesso è solo un momento di cambiamento, dopo il quale siamo capaci di riconoscere e guardare il partner proprio come egli è con diffetti , debolezze... umano come noi.così , si cerca di migliorare e andare avanti come nell'amore vero.baci, ninetta.

il 01/02/2011 alle 15:11

effettivamente dopo molti anni si ha la presunzione di aver capito tutto l'uno dell'altro, il dialogo cessa e dentro di noi l'immagine del partner si cristallizza( e viceversa)...e un bel giorno ci si accorge di essere diversi dall'idea che l'uno si è formata dell'altro. Se c'è ancora amore è possibile prenderla come un'occasione per riscoprirsi a vicenda...non ci avevo pensato! Ci volevi tu con la tua saggezza a farmi vedere il bicchiere mezzo pieno.
grazie ninetta!
bacioni
eos

il 01/02/2011 alle 16:06

Carissima amica mia, mi hai fatto ritornare indietro di tantissimi anni, questa guerra tua interiore l'ho sentita
anch'io a quei tempi, lo sai di chi è la colpa è della nostra sensibilità, colloquio ci vuole, parlare si deve, nell'intimità e fuori,ogni tanto devi andare all'attacco,proprio come in guerra, però questa è la nostra vita reale e quindi con saggezza (e credo che ce l'hai) fa che le parole parlino
per te credimi! sarà tutto più chiaro dopo.
Io non lo so se mi sono spiegata bene, ti chiamerò a telefono per chiarirti bene il concetto.
ti voglio bene. Mary

il 01/02/2011 alle 19:05

Significativa.
Mi ha toccato profondamente.
Complimenti eos.
Un saluto affettuoso.
Alessia

il 01/02/2011 alle 20:23

ti ringrazio mary sei tanto cara a preoccuparti per me, in realtà non c'è nessuna guerra, tutto è nato dal considerare come è strano a volte ricordare cose che l'altro non ricorda affatto e ricorda invece cose che io non ricordo, anzi secondo me non sono mai esistite. Da qui è venuta fuori la considerazione che non si conosce affatto nemmeno chi pensi di conoscere a fondo e che anche chi pensa di conoscerti non ti conosce affatto.
E' questo il vero dramma della vita: l'impossibilità di conoscersi sul serio, che ci rende in definitiva soli.
ti abbraccio
eos

il 01/02/2011 alle 20:50

ti ringrazio Alessia, sono contenta ti sia piaciuta e i tuoi complimenti mi gratificano tanto.
baci
eos

il 01/02/2011 alle 20:52

per quando mi riguarda i chiarimenti ogni tanto li facevo poichè era carente di romanticismo ecco perchè.
Mary

il 01/02/2011 alle 21:03

una dicotomia fra il "tu" e l'"io" che non lascia speranza, molto malinconica, questa visione di solitudine senza salvezza...
Un abbraccio caro
Ax

il 02/02/2011 alle 21:50

certo, l'amore e l'affetto degli altri sono importanti e necessari, però a volte ho la sensazione che si tratti della somma di tanti uno che non fanno un noi.
ti ringrazio del commento-bis e dell'apprezzamento.
ciao
eos

il 02/02/2011 alle 22:01

ho a volte la sensazione che siamo irrimediabilmente soli, e non è un problema di mancanza d'amore o di affetto, anzi, la vicinanza accresce questa sensazione, perchè si ha modo di toccare quasi con mano la distanza che comunque rimane tra le singole persone, anche quelle che si amano. E' difficile riconoscersi nell'immagine che. anche chi dovrebbe conoscerci meglio, ha di noi, e viceversa. Almeno a me capita...ed è effettivamente di grande tristezza.
grazie Axel ho molto apprezzato le tue parole.
con affetto
eos

il 02/02/2011 alle 22:17

Una poesia che ti permette
di scavare dentro,
per trovare il filo della matassa...
Certamente quasi tutte le donne
si mettono in discussione,
compreso i mariti.
E ci si accorge che il dialogo
diventa sterile, come da sordità.
E in questa incomunicabilità
cresce la distanza....
ognuno per sé.
L'ho molto sentita vera.
Con affetto.
Dora


il 03/02/2011 alle 16:44

non è solo con i mariti, ma anche con tutte le persone più vicine che a un certo punto il dialogo smette di essere tale e diventa un parlare tra sordi, ognuno con una propria immagine dell'altro che quasi mai corrisponde a realtà. Succede con gli amici più cari, con i figli...e con il proprio compagno di vita, e questo dà la misura della solitudine di ognuno, dell'impossibilità di una vera comunicazione. E' come un perdersi sempre di più...
grazie Dora, sono contenta che l'hai apprezzata.
baci
eos

il 03/02/2011 alle 19:28

Caspita. mi ero "perso" questa tua.... purtroppo una verità vissuta anche dal sottoscritto..

il 26/12/2019 alle 12:20