PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 20/01/2011
E' facile sedersi
quando si è stanchi
quando sfinito ti chiedi
che sarà della tua vita
Quella quercia laggiu'
la ricordo tanti anni fa
era un giovane virgulto
con due poveri rami
adesso è grande
i suoi rami danno rifugio agli uccelli
si protendono nel cielo
fra poco sarà vecchia
si allenterenno le radici
Voglio stasera allargare le braccia
e prender sempre piu' spazio
per poi ritirarmi un pò per volta
lasciando cadere, felice
pezzi di me
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Abbraccia quella quercia con tutta la tua forza,
tu non immagini quanta energia ti può regalare,
io lo faccio spesso quano vado all'aerorto
per immagazzinare l'energia vitale.

Non è uno scherzo Arturo credimi
è la pura e sacrosanta verità.

sempre più care le tue poesie
che leggo con molto piacere.

felice sera
Marygiò.

il 20/01/2011 alle 18:05

..Concordo con Marygiò! Anch'io abbraccio gli alberi per trarne energia e relax, lo fanno gli indiani d'america e altri popoli..meravigliosa la chiusa " lasciando cadere, felice pezzi di me"bellissima complimenti Snow

il 20/01/2011 alle 18:49

quella quercia laggiù...penso proprio non sia una quercia (vivono circa 500 anni! e sono a crescita molto lenta) . Ora, a meno che tu non sia matusalemme...scherzo!
penso che hai proiettato sulla quercia le tue sensazioni, identificandovi un pò. Giovane virgulto, poi pianta solida e matura rifugio di uccelli...sarà vacchia e cadente...ma ora è forte, nel pieno rigoglio...la vecchiaia è di là da venire. "distendo" i miei rami assorbendo energia vitale e poi...lascio andare quei pezzetti di me che mi appesantiscono l'anima".
sai che potrebbe essere un ottimo esercizio mentale? di fronte casa mia c'è un grande albero...quasi quasi ci provo!
un abbraccio frondoso
eos

il 20/01/2011 alle 19:20

felice? No non son felice, anche se amo guardare il mondo, ed anche la quercia quindi...grazie Fabio

il 20/01/2011 alle 19:55

felice? No non son felice, anche se amo guardare il mondo, ed anche la quercia quindi...grazie Fabio

il 20/01/2011 alle 19:57

grazie Marì, sei tu sempre piu' cara e gentile...ciao

il 20/01/2011 alle 20:05

ti ringrazio moltissimo cara Snow..ciao

il 20/01/2011 alle 20:08

la quercia è l'albero della vita, con i suoi momenti di crescita vigorosa e i suoi passi lenti verso la discesa.ma è una quercia,quindi forte e maestosa con la sua chioma frondosa che da ombra , protezione..chiaramente anche per lei nonostante la sua longevità ci sarà il decadimento ma lentamente, pezzo per pezzo, che poi diverrà legna da ardere e ci saranno fiamme e tanto calore per chi l' ha amata... con affetto ninetta.

il 20/01/2011 alle 20:10

dimenticavo di dirti che la poesia è bellissima..

il 20/01/2011 alle 20:12

non è una quercia in realtà, ma una roverella, della stessa famiglia..Sai che abito in campagna, e quest' albero realmente me lo ricordo anni fa, piccolo...una riflessione nata così, da sola, e vale quel che vale...grazie cara eos

il 20/01/2011 alle 20:38

se le tue riflessioni nate così sono tutte così belle....immagino quando non nascono così!
ciao Arturo buona serata
eos

il 20/01/2011 alle 20:56

hai compreso la poesia ninetta...diciamo che in quel momento ho paragonato la mia vita con la sua, ed è nata questa cosa...grazie

il 20/01/2011 alle 21:18

Quando scrivi versi come questi, nati spontaneamente guardando un albero, significa che sei molto sensibile ed hai una ricca fantasia.
Immedesimandoti nell'albero, allargando le braccia e ritirandoti un pò per volta lasciando cadere pezzi di te, penso significhi che hai dato tanto, direi tutto quel che potevi alla vita, ed ora puoi abbandonarti e lasciar cadere pezzi di te stanchi, ma felici e soddisfatti.
Mi è piaciuta molto questa tua poesia ed è bello sentirsi un albero in mezzo alla natura.
Sei molto bravo Arturo.
Ciao, helan

il 20/01/2011 alle 21:35

tu lascerai un grande segno, come farà quella quercia,
con le tue parole dai rifugio ai poeti.
le tue parole sono magiche.
complimenti,
bellissima bacioni

il 20/01/2011 alle 22:41

si helan, questa mia come al solito è una riflessione sulla morte e sulla fine delle cose...guardando l'albero ho visto la sua vita, e l'ho paragonata alla mia...l'albero vive, dà rifugio agli uccelli e diventa forte, e poi molto semplicemente comincia a morire, si seccano i rami un pò per volta e cadono, così naturalmente, senza drammi...quanto diversa la sua vita dalla mia...hai capito perfettamente quello che volevo dire, grazie della tua attenzione ed interesse...un abbraccio

il 20/01/2011 alle 22:43

grazie stella, sei veramente troppo gentile...grazie ancora, e bacioni anche a te

il 20/01/2011 alle 22:45

grazie!

il 20/01/2011 alle 22:47

Bella poesia....grandissimo finale, brother arturo.

il 21/01/2011 alle 01:49

grazie caro Simone...un grande abbraccio

il 21/01/2011 alle 09:27

"si allenteranno... più spazio": qui decolla spazialmente, abbracciando il mondo, rich.

il 21/01/2011 alle 09:43

in quella quercia vedo la simbologia Druidica della divinità come rappresentazione e quindi conforto all'uomo...
Un abbraccio
Ax

il 21/01/2011 alle 11:30

sì, è un punto importante per me....grazie rich

il 21/01/2011 alle 12:01

Si, non a caso era un albero sacro per molti, ha qualcosa di "solare", e magico...grazie axel

il 21/01/2011 alle 12:02

Un prendere il ritmo lento e inesorabile degli alberi, anche loro destinati all'impermanenza come noi, ma con uno stile diverso... un allargare le braccia lasciando che il tempo faccia il suo corso. Si può essere felici pensando per se stessi questo statico abbandono? Questo tipo di fine? Credo di sì! La vera felicità è quella che sa reggere l’urto dell’idea della fine e ne fa una causa di pienezza e di gioia. Abbraccio!

il 21/01/2011 alle 21:19

hai colto sancho...si può esser serenamente fiduciosi come solo un albero sa essere? Dico che sarebbe bello..accettare serenamente che il proprio ciclo si compia, senza paura della fine, che forse non esiste veramente...è questa l'idea semplice che sta alla base di questo mio scritto...abbraccio fraterno

il 22/01/2011 alle 15:29

e sono dei grandi esempi, almeno per me...grazie Domela

il 22/01/2011 alle 15:30

La tua poesia, caro amico, mi è così vicina da poterne toccare i rami e le radici. Vedo che è datata 2011, ma è e sarà sempre una composizione sempreverde, come alcuni tipi di alberi. Bravissimo Arturo.

il 10/01/2021 alle 19:08

sono davvero contento che la senti così vicina Minus, è anche per questo che si scrive no? Grazie, anche per il tuo lavoro di archeologo...

il 10/01/2021 alle 19:58