Negli occhi nella mente,in tutto cio' che si sente
l'uomo trova svaghi giochi ambizioni e divertimenti
ma nell'anima,nel fondo dei tormenti,
si sentono echeggiare delle speranze infinite senza sapore.
Speranze di giorni di sguardi di amori
di pianti travolti dal facile destino di un cuscino troppo piccoloda una stanza troppo vuota di foto nei cassetti e mai sul comodino.
Un ipocrisia quotidiana di vivere vivendo
padri lontani e sparsi nell'ingoio frustrante di lavori troppo pieni tempo diluito per non pensare tempo ristretto per non vedere.
Quanti pianti di quei figli senza speranza di famiglia
spersi in un gioco più grande di loro
senza colpe seppur vittime dei lamenti ipocriti di altri pianti di altre vittime di altri sperduti in terre aride e franose.
L'uomo, l'odiato uomo, cerca nei lontani ricordi
gioie di vita ormai nascoste e dimenticate
ma nell'assurdità di cio' che lo circonda,
trova soltanto nel cuore umili e vecchie speranze infinite.
Che la speranza non sia mai vana tregua dell'essere e dell'essere stato
perchè una goccia di fiato un alito spasmodico di infinito riporti i ricordi e la vita vissuta nei binari di una essenza di esistenza coerente.
Speranze infinite infinite domande
risposte ideali... ideali latenti.
Che il tempo sia clemente per riparare alle speranze altrui icone e spettri del nostro destino.
Che la coscienza venga in aiuto
per quello specchio dell'anima
infranto e morente negli occhi di tanta gente.
Speranze finite...tocca riavvolgere la vita.