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Pubblicata il 03/01/2011
Veniva,tra le mani con spine selvagge
e i capelli rossi sconfinavano in efelidi andanti,
come a piacer del sole.
E mise una spezia nel mio pane caldo
mentre la festa cresceva al di là del muro
e gli asini aspettavano sotto gli alberi.
E' cosi strano essere innamorati
e rotolarsi nell'erba che in bellezza segna
la via del gioco tanto da far ridere i bambini
che strillano chiamando per nome i fiori,aiutati dalla luna.
Si alzò e mi portò a ballare tra le fioche
luci del naviglio con le mani strette alla mia vita
che non vedendo altro cadde su una gobba di sale,
e lasciai che ridesse come si ride per sazietà di vino e calore,
fino a che la pelle fu un letto d'amore senza tempo.
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gioia e felicità di due innamorati pazzi, durante una festa in primavera.ninetta, ciao.

il 03/01/2011 alle 15:23

Magica poesia. Molto apprezzato l' ultimo verso. Complimenti e saluti

il 04/01/2011 alle 00:40