PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 30/12/2010
Sono le stazioni come porti
come alberghi
posti senza tracce
se non quelle dei sogni
qui sfumano gli addii
gli appassionati abbracci
qui tutto comincia
per consumarsi altrove
Ci siam riconosciuti
pur tra tanta gente
ci siamo strette le mani
pensando di non lasciarci piu'
qui piu' tardi ci saranno treni
pronti a portarci via
piu' tardi
non sappiamo quando
potrai prender a calci un barattolo
per vederlo rotolar lontano
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"qui tutto comincia/ per consumarsi altrove": vero! Le stazioni sono un brulicare di vite lanciate oltre, posti dove si decidono le nuove destinazioni della nostra vita, che come quel barattolo approderà chissà dove.
Sei unico nel rappresentare la precarietà della nostra esistenza, legata a filo doppio al caso, della quale possiamo forse decidere il punto di partenza ma non l'arrivo, nè il modo del percorso.
bella ma molto amara.
un abbraccio
eos

il 30/12/2010 alle 12:55

oh lo volevo dire io! miiiii non ci si può distrarre un attimo con te!
porta pazienza arturo, sono peggio dei bambini lo so
ciao:)

il 30/12/2010 alle 13:38

io che le stazioni le racconterei all'opposto ho trovato le tue di una tenerezza oversize, con quegli appassionati abbracci e le strette di mano che nelle tue poesie non mancano mai e i calci al barattolo che dico ma allora signor lupo che non perde il vizio sei ancora il bambino alleato che mi tirava le palline! La tue stazioni sono così accoglienti che le FS sono andate a nascondersi, rich.

il 30/12/2010 alle 13:51

bella la poesia, bello il commento di rich
iochenontrovoleparolegiustemai

il 30/12/2010 alle 13:55

insomma vi è piaciuto solo quello...va bè, meglio di niente...grazie Anakin e Domela

il 30/12/2010 alle 13:56

non aggiungo nulla...perfetto e profondo, hai colto il senso che gli volevo dare...grazie cara eos

il 30/12/2010 alle 13:58

siccome ultimamente mi sono diventate un incubo,mi son preso la mia piccola vendetta...mi hai fatto proprio ridere con queste palline, ma sì, hai ragione...tiro sempre le palline di carta...grazie magnifica

il 30/12/2010 alle 14:00
dck

sarà perchè adoro posti come stazioni, aeroporti, e via dicendo, dove puoi nutrirti con gli occhi di molti gesti e altrettante parole
insomma sarà per una mia propensione, ma mi è gustata parecchio!

Dck

il 30/12/2010 alle 14:05

non son d'accordo cara Anna, tu hai spesso trovato le parole giuste, ed anche adesso...grazie

il 30/12/2010 alle 14:12

in realtà sono metafore della nostra vita questi luoghi, luoghi di passaggio...ultimamente li amo meno, facendo il pendolare, ma hai ragione...c'è un umanità incredibile da osservare...grazie dck

il 30/12/2010 alle 14:20

la risposta è andata sotto quella di deamor...

il 30/12/2010 alle 14:21

io direi che è dolce sensibile,e che i gesti danno più che le parole.
piaciuta
buon anno

il 30/12/2010 alle 15:41

Le stazioni e i porti mi mettono un pò tristezza per chi parte e deve lasciare qualcuno che ama, oppure la propria casa ed anche un pò per chi arriva forse solo per un fugace passaggio e il tutto ha un senso di precarietà, senza la stabilità del punto fermo, della propria casa, dei propri affetti.
I tuoi versi son belli e mi son piaciuti, un incontro felice tra tanta gente, una stretta di mano (molto importante).
Bella veramente....complimenti Arturo (peccato che ogni tanto mi perdo qualcuna delle tue per la mia instabile presenza).
Con simpatia, ti abbraccio,
helan

il 30/12/2010 alle 15:50

grazie Stella, e buon anno anche a te..ciao

il 30/12/2010 alle 16:30

sono posti di passaggio, vedono milioni di storie, puoi leggerli in vari modi, io come al solito prediligo quello"catastrofico" purtroppo...grazie cara Helan, e buon anno

il 30/12/2010 alle 16:36

Per tanti hanni ho preso il treno per tornare a casa e ora che ci sono gli aerei mi assale la nostalgia di quei binari, delle porte che si aprono, delle valigie che salgono e scendono..il treno è un percorso in divenire non ha fine..bella molto Snow

il 30/12/2010 alle 17:19

grazie cara Snow...le stazioni sono una miniera d'oro per osservare l'Umanità, e sono anche metafora della nostra vita...insomma luoghi poetici sicuramente...grazie ancora, ti faccio i migliori auguri per il nuovo anno..ciao!

il 30/12/2010 alle 19:39

ci navigo ogni giorno e mi ci specchio ,porti dove i sentimenti a volte annegano tra voli di colombi e passari ,bellissima ARTURO ,un abbraccione che ti accompagni tutto l'anno,cate

il 30/12/2010 alle 22:09

sono posti affascinanti, è vero, un mondo a sè...ti ringrazio cara cate, e ricambio gli auguri con tutto il cuore..ciao

il 30/12/2010 alle 22:30

apprezzata piaciuta :-) ciao

il 30/12/2010 alle 23:15

grazie astro..auguri e buon anno

il 30/12/2010 alle 23:36

Quel benedetto treno finalmente per me si è fermato,
dolcissima e profonda poesia Arturo sei forte!
buona fine dell'anno vecchio e buon inizio dell'anno nuovo insieme con affetto e amore.
Marygiò

il 31/12/2010 alle 09:24

grazie Mary, sono contento per te....un grande abbraccio, e tanti auguri anche a te

il 31/12/2010 alle 10:07

Quando ero giovane....sapessi quanto mi piaceva andare alla stazione di Palermo. Mi sedevo su una panchina....e guardavo....creando storie....della gente che vedevo intorno a me. Ora la stazione e' troppo piena di gente.....anche gli addii e i benvenuti....sono molto piu' frettolosi di quelli dei miei ricordi. O forse.....sono io che rallento. Bella la tua poesia.....non posso dire piu'.....i miei ricordi ti ringraziano....li avevo dimenticati....in un cassetto polveroso del mio cuore.
Namaste, Simone

il 31/12/2010 alle 10:09

gli addii alle stazioni hanno fatto storia, nella letteratura, nel cinema. Ha una buona musicalità per me. Bravo. Ciao!

il 31/12/2010 alle 10:57

gli addii alle stazioni hanno fatto storia, nella letteratura, nel cinema. Ha una buona musicalità per me. Bravo. Ciao!

il 31/12/2010 alle 10:58

credo che la poesia sia "anche" condivisione caro Simone, ed è bello per me quello che hai detto..se sono stato strumento per evocare tanti bei ricordi non posso essere che contento...ti mando un grande abbraccio amico mio, e tanti auguri, ancora....

il 31/12/2010 alle 11:05

grazie Path..un gran saluto ed abbracci di fine anno..ciao

il 31/12/2010 alle 11:06

Io penso che l'uomo sappia (anche se non ne è
ancora cosciente) quale è la sua stazione finale
della Vita (non di quel momentaneo corpo/vestito), e quale quella di partenza, entrambe sono la stessa stazione: Dio.
Il tuo catastrofismo è solo una tua "mentalità"
conformatasi alle varie esperienze vissutte...
Comunque è bella e malinconica, ciò che la poesia
incarnata richiede oggi, credo...
Un caro saluto
discri

il 31/12/2010 alle 11:17

è il dolore per il distacco, il nostro destino di passaggio, le stazioni metafore della nostra vita...è ovvio che c'è sempre il dato personale, in questo caso il mio...grazie caro Discri ti faccio i migliori auguri..ciao

il 31/12/2010 alle 11:24

A volte le stazioni diventano dei "non luoghi"... posti senza tracce... che si assomigliano tra loro. La loro uniformità tuttavia contiene un "mare" umano che è come lo descrivi tu. Storie simili, eppure diverse... ogni abbraccio, che sembra uguale ai tanti, racchiude un unico irripetibile e segreto per chi lo ruba con gli occhi. Una poesia, la tua, pacatamente disincantata, non triste… almeno per me. Ciao!

il 01/01/2011 alle 21:43

disincantata molto, forse triste nel senso che ho pensato alla provisorietà ed alla fuggevolezza che le stazioni rappresentano almeno per me...ci si incontra, ci si ama, si parte, molto spesso ognuno col suo treno, quando arriverà l'ora...grazie sancho

il 01/01/2011 alle 22:17