"qui tutto comincia/ per consumarsi altrove": vero! Le stazioni sono un brulicare di vite lanciate oltre, posti dove si decidono le nuove destinazioni della nostra vita, che come quel barattolo approderà chissà dove.
Sei unico nel rappresentare la precarietà della nostra esistenza, legata a filo doppio al caso, della quale possiamo forse decidere il punto di partenza ma non l'arrivo, nè il modo del percorso.
bella ma molto amara.
un abbraccio
eos
oh lo volevo dire io! miiiii non ci si può distrarre un attimo con te!
porta pazienza arturo, sono peggio dei bambini lo so
ciao:)
io che le stazioni le racconterei all'opposto ho trovato le tue di una tenerezza oversize, con quegli appassionati abbracci e le strette di mano che nelle tue poesie non mancano mai e i calci al barattolo che dico ma allora signor lupo che non perde il vizio sei ancora il bambino alleato che mi tirava le palline! La tue stazioni sono così accoglienti che le FS sono andate a nascondersi, rich.
bella la poesia, bello il commento di rich
iochenontrovoleparolegiustemai
insomma vi è piaciuto solo quello...va bè, meglio di niente...grazie Anakin e Domela
non aggiungo nulla...perfetto e profondo, hai colto il senso che gli volevo dare...grazie cara eos
siccome ultimamente mi sono diventate un incubo,mi son preso la mia piccola vendetta...mi hai fatto proprio ridere con queste palline, ma sì, hai ragione...tiro sempre le palline di carta...grazie magnifica
sarà perchè adoro posti come stazioni, aeroporti, e via dicendo, dove puoi nutrirti con gli occhi di molti gesti e altrettante parole
insomma sarà per una mia propensione, ma mi è gustata parecchio!
Dck
non son d'accordo cara Anna, tu hai spesso trovato le parole giuste, ed anche adesso...grazie
in realtà sono metafore della nostra vita questi luoghi, luoghi di passaggio...ultimamente li amo meno, facendo il pendolare, ma hai ragione...c'è un umanità incredibile da osservare...grazie dck
io direi che è dolce sensibile,e che i gesti danno più che le parole.
piaciuta
buon anno
Le stazioni e i porti mi mettono un pò tristezza per chi parte e deve lasciare qualcuno che ama, oppure la propria casa ed anche un pò per chi arriva forse solo per un fugace passaggio e il tutto ha un senso di precarietà, senza la stabilità del punto fermo, della propria casa, dei propri affetti.
I tuoi versi son belli e mi son piaciuti, un incontro felice tra tanta gente, una stretta di mano (molto importante).
Bella veramente....complimenti Arturo (peccato che ogni tanto mi perdo qualcuna delle tue per la mia instabile presenza).
Con simpatia, ti abbraccio,
helan
sono posti di passaggio, vedono milioni di storie, puoi leggerli in vari modi, io come al solito prediligo quello"catastrofico" purtroppo...grazie cara Helan, e buon anno
Per tanti hanni ho preso il treno per tornare a casa e ora che ci sono gli aerei mi assale la nostalgia di quei binari, delle porte che si aprono, delle valigie che salgono e scendono..il treno è un percorso in divenire non ha fine..bella molto Snow
grazie cara Snow...le stazioni sono una miniera d'oro per osservare l'Umanità, e sono anche metafora della nostra vita...insomma luoghi poetici sicuramente...grazie ancora, ti faccio i migliori auguri per il nuovo anno..ciao!
ci navigo ogni giorno e mi ci specchio ,porti dove i sentimenti a volte annegano tra voli di colombi e passari ,bellissima ARTURO ,un abbraccione che ti accompagni tutto l'anno,cate
sono posti affascinanti, è vero, un mondo a sè...ti ringrazio cara cate, e ricambio gli auguri con tutto il cuore..ciao
Quel benedetto treno finalmente per me si è fermato,
dolcissima e profonda poesia Arturo sei forte!
buona fine dell'anno vecchio e buon inizio dell'anno nuovo insieme con affetto e amore.
Marygiò
grazie Mary, sono contento per te....un grande abbraccio, e tanti auguri anche a te
Quando ero giovane....sapessi quanto mi piaceva andare alla stazione di Palermo. Mi sedevo su una panchina....e guardavo....creando storie....della gente che vedevo intorno a me. Ora la stazione e' troppo piena di gente.....anche gli addii e i benvenuti....sono molto piu' frettolosi di quelli dei miei ricordi. O forse.....sono io che rallento. Bella la tua poesia.....non posso dire piu'.....i miei ricordi ti ringraziano....li avevo dimenticati....in un cassetto polveroso del mio cuore.
Namaste, Simone
gli addii alle stazioni hanno fatto storia, nella letteratura, nel cinema. Ha una buona musicalità per me. Bravo. Ciao!
gli addii alle stazioni hanno fatto storia, nella letteratura, nel cinema. Ha una buona musicalità per me. Bravo. Ciao!
credo che la poesia sia "anche" condivisione caro Simone, ed è bello per me quello che hai detto..se sono stato strumento per evocare tanti bei ricordi non posso essere che contento...ti mando un grande abbraccio amico mio, e tanti auguri, ancora....
Io penso che l'uomo sappia (anche se non ne è
ancora cosciente) quale è la sua stazione finale
della Vita (non di quel momentaneo corpo/vestito), e quale quella di partenza, entrambe sono la stessa stazione: Dio.
Il tuo catastrofismo è solo una tua "mentalità"
conformatasi alle varie esperienze vissutte...
Comunque è bella e malinconica, ciò che la poesia
incarnata richiede oggi, credo...
Un caro saluto
discri
è il dolore per il distacco, il nostro destino di passaggio, le stazioni metafore della nostra vita...è ovvio che c'è sempre il dato personale, in questo caso il mio...grazie caro Discri ti faccio i migliori auguri..ciao
A volte le stazioni diventano dei "non luoghi"... posti senza tracce... che si assomigliano tra loro. La loro uniformità tuttavia contiene un "mare" umano che è come lo descrivi tu. Storie simili, eppure diverse... ogni abbraccio, che sembra uguale ai tanti, racchiude un unico irripetibile e segreto per chi lo ruba con gli occhi. Una poesia, la tua, pacatamente disincantata, non triste… almeno per me. Ciao!
disincantata molto, forse triste nel senso che ho pensato alla provisorietà ed alla fuggevolezza che le stazioni rappresentano almeno per me...ci si incontra, ci si ama, si parte, molto spesso ognuno col suo treno, quando arriverà l'ora...grazie sancho