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Pubblicata il 28/12/2010
Mio figlio vi avrà detto. Tutte cose che vi avrei francamente risparmiato se la stampa non si fosse messa di mezzo. Specie Meredith Murdoch, una bionda con l'aria d'assassina, scriveva di me che veneravo mia sorella come un vecchio profeta i suoi salmi, così per farla contenta andai finalmente all'ambasciata etica con Jack. Vivien tutta vestita di nero m'abbracciò e disse: -Siediti. Immagino che questo è l'orfano che hai adottato in treno. Non ha niente degli Edwards-.
-Cavolo- uscì a Jack.
-Sta zitto-lo sgridai. Non so che avreste fatto voi. Io di ragazzi non m'intendevo. I miei allievi non li avevo mai fatti avvicinare abbastanza. Ci s'affeziona e poi?
-Ti trovo sciupato- sentii a un tratto.
-Hum- mormorai scuotendo la testa.
M'allungò una sigaretta delle sue e dal momento che mi tremavano le mani me l'accese. Non potevo neanche respirare liberamente se l'avevo così vicina. Mi confondeva, mi frastornava.
-Se sei venuto per il permesso d'insegnamento...-.
-Per vederti!- risposi trattendendo la sua mano.
Si tirò indietro quando in altre circostanze m'avrebbe baciato. Fu quello credo che mi fece scattare. Rivolevo la mia cattedra, era così insensato? E votare i senatori, me lo doveva dopo otto mesi di rieducazione all'isola che non s'era data la pena d'evitarmi. Mi lamentai, la scongiurai, la minacciai, poi mi prese un tremito spaventoso e gettai la testa tra le braccia e mi risollevai soltanto quando lei mi circondò dicendo che avevo la febbre e che non avrei dovuto essere lì.
-Lo farò riaccompagnare- concluse.
Mi voltai. Non poteva neanche nominarlo.
-Jack? Non va da nessuna parte-.
-Obbligante- ribatté.
Rimasi, passai la notte a tormentarmi. Mi svegliai che lei mi stava accarezzando i capelli e accanto c'era un tale che non avevo mai visto. Mi tennero a letto come un bambino. Quando mi ripresi Vivien mi strinse e mi lasciò. Tornai a casa senza più fiducia. Un mese dopo ebbi la licenza con divieto d'espatrio e limitata al solo insegnamento inferiore a Fermor Cross, inferiore un accidenti protestai con mio fratello Craig, venivo dall'università di Oxford, teste giovani che potevi ascoltare, era una decisione che m'umiliava, che m'esponeva al ridicolo, m'attaccai al telefono ma Vivien era all'estero senza contatti con l'ambasciata e io non ero in grado di fare più di tre passi. Presi le pillole, svegliai mia moglie a Boston e le urlai di tornare. Me ne infischiavo della tournèe. Non sapevo neanch'io perché la rivolevo, quando non c'eravamo mai potuti soffrire, per Jack, cercai di giustificarmi, quanto a Vivien non intendevo più avere a che fare con le sue arie da gran dama. Ecco come andò. Hum, non fidatevi dell'amore, ha in sé le premesse della vostra rovina.
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il profilo psicologico di Vernon sempre piu' delineato..in fondo un romantico, un idealista con qualcosa dell' eroe tragico...ciao magnifica

il 28/12/2010 alle 10:49

gentilissima, grazie da vernon.

il 28/12/2010 alle 11:15

trovi? romantico lo trovo anch'io e per questo come me è destinato al disastro, ciao king porta ludo al cine l'ultimo dell'anno, io devo lavorare alle poesie sulla deposizione, rich.

il 28/12/2010 alle 11:20

Al cinema con lo zio, va bene..ma perchè non vieni anche tu? Le poesie possono aspettare..

il 28/12/2010 alle 11:49

ma come si fa a non impazzire in un mondo simile?
Vernon mi ricorda i tragici personaggi kafkiani, schiacciati e stritolati da un mondo inumano. Vernon però resiste, conserva la sua profonda umanità anche quando lo segregano, lo sottopongono a trattamenti che dicono riabilitativi...ma riabilitativi di che?
L'unica colpa di Vernon è che ama, prova dei sentimenti in un mondo che li ha cancellati, strappati chirurgicamente dal cuore degli uomini e non è riuscito a farlo con lui. E' vero, in quella condizione "l'amore ha in sè le premesse della vostra rovina"...ma è anche la salvezza di Vernon, dell'uomo che continua a essere, malgrado tutto.
Sei molto brava sai? Questo brano suscita un senso di claustrofobia, rende perfettamente l'atmosfera alienante che ruota intorno a Vernon e il terribile senso di frustrazione che deve provare.
E io amo sempre di più questo grande, indomito uomo mosso solo dal sentimento.
non vedo l'ora di leggere il seguito!
bacioni
eos

il 28/12/2010 alle 12:00

Mi associo con eos che ha detto tutto nel commento minuziosamente,
a te dico che sei una scrittrice nata cresciuta e paffuta, come si dice dalle mie parti.
Ti auguro un felice anno nuovo di zezza e farti scrivere il seguito su Vernon.

contanissimo affetto.
Marygiò

il 28/12/2010 alle 13:00

neanche per sogno. e poi i ragazzini sai, come jack e ludovica... silenzio magnifico silenzio!

il 28/12/2010 alle 21:50

vernon non s'è ancora ripreso. colpisci come un siluro, compliments. qui non è facile essere spontanei perché si sa che si sarà letti. comunque vernon è l'ultimo romantico per me e lo difenderò. finisco di scrivere su ph il 31 a mezzanotte ma ti ringrazia tanto, ti manderà gli auguri è chiaro, rich.

il 28/12/2010 alle 21:56

paffuta? marion sei incredibile, una ne fai e cento ne pensi. meno male che anche tu capisci vernon, eh le donne "sentono" in un altro modo... salutissimi precapodanno, richard.

il 28/12/2010 alle 21:58

ha lo stesso effetto di un ultimatum, ti rendi conto del colpo che darai a me e a tanti altri che amano te e tutta la tua banda? vuoi che il 2011 cominci con un grande dispiacere?...fino al 31 ci sono solo 3 giorni...chiedo una proroga finchè non ho trovato il modo di farti rimanere...accordata?
eos in attesa

il 28/12/2010 alle 22:16

vai avanti piaciuta
commento alla fine mi piace leggerla tutta di un fiato :-) ciao

il 28/12/2010 alle 22:58

sto faticosamente scrivendo la vera storia di vernon e qui sono solo scintilline... episodi staccati che valgono giusto come spunto, grazie astronauta buona fine d'anno da rich.

il 29/12/2010 alle 10:05

Che dire da parte mia? Mi associo a Eos che è sempre molto attenta.
Fabio

il 03/01/2011 alle 18:53

associato grazie, richard.

il 04/01/2011 alle 12:44