Un cammino presente e erpicante
staglia la vetta del monte desolato,
onde cadere nel vortice zelante
di un umorale senso del passato.
Sguardi rabbuiati di precoci palafrenieri
tendono lo sguardo verso valli e prati ,
sebbene le perseveranze degli astanti fieri
racchiudano memori pensieri defraudati.
Onde sfuggire all’analisi blasfema
meglio recarsi , come in dote ,
tra cunicoli laboriosi di teorema
in un colle di assenzio d’idee vuote.
La meno peggio corsa verso uno strale
passa tra le rive di un frasario,
si osi quindi perdere il concetto primordiale
d’esser pronto al prossimo rifugio elitario.
Sbalzi d’umore e fragile stranezza
dentro una camminata mal organizzata,
la spelonca di vita è ormai vaghezza
di questa inutile peritura passeggiata.
Ecco perché dovendo lastricare
abbia preferito al fin fermare il passo,
perché la mente si rischiari e non vada a mendicare
nei negletti recessi di codesto uomo che va’a spasso.