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Pubblicata il 09/12/2010
Se dovessi magnificare un senso a questa gente
ricercare nelle parole il vivere costante
debordare in anfratti litigiosi il compiangersi latente
credo stabilizzerei un ponte verso il niente....

Se iniziassi la stesura di un pianto mio sommesso
trasmigrando nell'incedere le voluttà dell'immaginazione
prenderei a schiaffi in faccia l'umana aberrazione
di essere dei vivi ignara commiserazione dell' incostante mio Progresso.

Parole invece crepano dentro ad un litigio
mentale se si vuole ma per lo più sociale
aspettando altri giorni per confutare quel trapasso
di corpi stesi al sole a mendicare un rifugio.

La mia anima è poca cosa rivolta verso l'ignoto
frasi e concetti si perpetuano per richiamare l'abbandono
anche le onde trasmigranti difettano nell'incedere
a chi ricorrere per rendere la mattanza un praticantato noto?

Sapessero gli stolti il difficile pellegrinaggio
intatto e fulgido cammino per comprarsi un retaggio
anche senza cuore ballerei pur di approdare
nel mondo di quei morti invitati dal miraggio.

Adesso è troppo tardi ,è mancato l'ammaraggio
il sole bagna i furbi le viscere ingigantite fluttuano costanti
l'acqua e il mare salmastro hanno tolto vita
anche senza nome si puo' finire un viaggio.

Ed io presente guardo tutta quella gente
le voci mi rispiegano il moto dell'immagine
spesso a cena spengo quel televisore,
ma oggi no.Spengo mangiando solo la mia mente.

Un ponte vorrei,un ponte verso il niente
almeno l'arrivare non sarebbe spesso dipartire
una sorta di umanitaria scelta
per vedere uno scalo e non battigia inconcludente.

Schiuma e luci nei polmoni saturi dell'esistenza
occhi vitrei immortalati alla paura
ed io come il comandante a spegnere i sogni cambiando rotta
mi trovo a mangiar cicoria a guardare con semplicità l'assenza.

Amore andiamo a letto, amore guarda il bambino!
adesso è ancora presto, dai tra poco c'è un mattino!

Sogno ponti in mezzo al mare girando sul cuscino
ignaro più di altri di quel niente da inventare
cerco nel giusto sonno la giustizia degli eventi
poi stringo i denti e dormendo faccio solchi di viltà al mio cammino.
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densa e sdegnata...un invettiva, ma calma e rassegnata, da filosofo direi....

il 09/12/2010 alle 14:37