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Pubblicata il 08/12/2010
come potrei esserlo da voi
se ho quattro arti
ugualmente
e gli stessi meati
da cui fuoriescono umori
non ho forse
oltre che la medesima carne
uno scrigno
di voci interiori
e di amore e di rabbia
e di passione e di odio
e i labirinti
delle mie tristezze
avrei occhi così diversi
da non riconoscere
fattezze di corpi scolpiti
e tali mani insensibili
incapaci di donare una stretta
o una carezza
e tutta la mia speranza
e il sogno d’un futuro
simile al vostro
e non ho parimenti
la stessa atroce morte
quella per cui
si è sempre soli
e stesse ossa a infradiciarsi
nella cupa terra
e il medesimo castigo o premio
come ci dicono
quelli che da me poi
tanto diversi non sono
se non per dogmi e per fede
e per un colore che fa bandiera
e un’idea che fa sistema
e allora in fondo
diverso da chi
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pur essendo uomini, quindi uguali dal punto di vista anatomico e fisiologico, differiamo per il nostro io interiore.Nella società dovremmo essere tutti uguali, senza prevaricazioni, ognuno con le sue capacità.Ci dovrebbe essere per tutti la stessa possibilità di realizzazione .Purtroppo è un'utopia, c'è troppa sete di potere.

il 08/12/2010 alle 15:08

siamo tutti uguali eppure profondamente diversi l'uno dall'altro. Uguali in diritti e doveri( almeno in teoria), uguali nelle nostre funzioni fisiologhe e per struttura fisica. Oltre questo però ogni uomo è un individuo unico e irripetibile: dentro ognuno di noi c'è un mondo sconosciuto a noi stessi nella sua totalità.
piaciuta.
ciao
eos

il 08/12/2010 alle 16:39

ragazzi lasciate parlare questi versi, nn c´è bisogno di aggiungere altro nè di filosofeggiare.
Questa poesia ha già espresso abbastanza: molto sagace, molto profonda, complimenti davvero, convincente!!!!! condivido in pieno!!!! =)

il 09/12/2010 alle 01:43