PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 07/12/2010
La tristezza di una domenica sera
una come tante
poche luci nel buio
sparute case e viali
quasi deserti
improvvise, abbaglianti
son le nuove cattedrali
i templi del consumo
con le loro luci accecanti
ci si rianima tutti
immersi in quel brodo
c'è la spinta a sognare
cosa?
Quello che ti farà arrivare a domani

Sarebbe bello allora stare in casa
con questo freddo
un tappeto, un cane, un gatto
da accarezzare
un pò di amici
raccattati da vari naufragi
un pò di vino a smuovere i ricordi
ed ecco l'allegria
inaspettata
insieme ad una poesia
come una nuova terra
emersa da questo mare di lacrime
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Quello che ci da la spinta a sognare e il desiderio
inconscio di vedere con gli occhi sereni ogni cosa,
una bella serata in compagnia di amici,
un buon vino per riscaldarsi e l'alllegria inaspettata,
e poi scrivere una poesia
per sentirsi
in uno stato di benessere.
Con affetto.
Dora

il 07/12/2010 alle 09:30

Certo di fronte ad una domenica sera triste e vuota, è preferibile una serata in casa come la descrivi tu, anche se ci vedo un fondo di tristezza.
Bravo Arturo, bella poesia.
Ciao,
helan

il 07/12/2010 alle 09:59

le nuove cattedrali, dove nei fine settimane si riversano fiumane di persone e si vende allegria un tanto al chilo. Ci si stranisce dimenticando se stessi e se ne esce più vuoti di prima.
La seconda strofa descrive una serata che ormai fa parte della preistoria e che sarebbe invece un modo a misura d'uomo di trascorrere la domenica sera ritrovando non dimenticando se stessi. E l'allegria nascerebbe naturale,non artificiale, a ricaricare e non scaricare.
Ma si è persa l'abitudine a incontrarsi, oggi "ci si vede" senza incontrarsi.
piaciuta.
un abbraccio
eos

il 07/12/2010 alle 10:10

nascono poesie sempre, quando ci si incontra veramente...grazie Dora

il 07/12/2010 alle 12:00

un mito ? No Fabio, io sono come te...grazie, e ciao

il 07/12/2010 alle 12:02

c'è tristezza perchè il mio è un desiderio cara Helan, solo un desiderio...grazie

il 07/12/2010 alle 12:06

hai detto bene eos....sembra preistoria..io sono cresciuto con pochi amici, passavamo le serate solo a parlare, e mi sentivo pieno..perchè? Perchè stare insieme riempie...è una cosa semplice semplice ma è così..non c'è piu' grande ricchezza di questa, ovviamente quando c'è sintonia...oggi mi guardo stranito, sembro un reduce dalla bomba atomica, non mi ritrovo per nulla in tutta questa frenesia, non ci son tagliato...Per poesia non intendo poesia in senso letterale, nasce una nuova terra, si cristallizza qualcosa di duraturo che rimane...che è sempre un sentimento che arrichisce l'anima...grazie cara eos

il 07/12/2010 alle 12:26

sfondi una porta aperta caro Arturo: guardo gli adolescenti di oggi e resto basita: non parlano! Una volta 4-5 anni fa, parlando con due mie alunne ebbi la malaugurata idea di chiedere, se oltre all'aspetto fisico, all'abbbigliamento ecc...in un ragazzo guardavano anche al suo modo di parlare, a quello che diceva...Mi guardarono come si guarda un marziano senza capire.Allora io chiesi,semplificando: come parla, che dice cioè. La risposta fu " e come deve parlare? come noi!". La prova provata che è passata un'epoca, che il parlare è solo un'optional ed io che ho sempre avuto un bel rapporto con i ragazzi non riesco più a stabilirci un punto di contatto, solo vuoto oltre l'apparenza: quella nuova terra è inaridita, forse per sempre. E anche molti adulti...forse è per questo vuoto intorno che stiamo bene qui: finalmente possiamo parlare e sentirci capiti.
scusa Arturo la mia prolissità, ma con te parlo bene.
buon pranzo
eos
che peccato!

il 07/12/2010 alle 13:14

mai perdere il vizio di sognare!
ciao
lilli

il 07/12/2010 alle 13:15

non ci scoraggiamo eos...sono momenti storici, niente è eterno....ciao

il 07/12/2010 alle 13:23

Mi ricordo con dolcezza il tuo sorriso affascinante Arturo,
il giorno che ci siamo incontrato insieme a Toni e Marco,
tu sei un tipo speciale l'ho capito subito,
ti piace stare insieme agli amici e parlare di cose reali,
io sono come te credimi, mi manca quella baldoria
che facevano i miei figli quando stavano a casa.
ora c'è un silenzio tombale che delle volte cambierei
d'improvviso, però tutti hanno la loro famiglia
ela visita che mi fanno dura solo poche ore,
ma poi resto sola,per fortuna ora ho voi che mi fate compagnia e per me è tanto, quindi su col morale,
secondo me sono l'avvicinarsi delle feste di Natale
a fare questo effetto. scusami dello sfogo ma pure io parlo bene con te.non ti dico poi all'ultimo dell'anno che sono sempre senza cavaliere è una vera desolazione.Grazie di esserci .Marygiò

il 07/12/2010 alle 13:59

speriamo lilli, ma ormai siamo pure troppo vecchi...ciao

il 07/12/2010 alle 16:35

grazie Marygio, oddio io non son tanto da baldoria, sono abbastanza orso, mi piace la compagnia, ma poche persone per volta....per quanto riguarda la solitudine, che ti debbo dire Mary..siamo tutti un pò soli, anche chi non lo sembra a volte...grazie Mari, ciao

il 07/12/2010 alle 16:38

intimista al cubo, attardata nel traffico dei tuoi pensieri, che bel finale king, rich.

il 07/12/2010 alle 18:38

hai ragione sul traffico...grazie mia cara, un grande abbraccio

il 07/12/2010 alle 20:10

è bello ciò che scrivi. mi ritengo fortunata,vivo in un paese di quarantamila abitanti, ci conosciamo quasi tutti e passo la domenica con amici e parenti...poi la poesia.

il 07/12/2010 alle 20:14

si, sei fortunata...c'è una grande differenza tra la grande città e la cittadina, cambia completamente la qualità della vita...grazie ninetta

il 07/12/2010 alle 21:59

è singolare e bello per me questo revival di vecchie poesie che grazie a te ritrovo, questa, per esempio l'avevo praticamente dimenticata..si, ormai è un fatto questa sintonia tra noi, e ne sono molto contento...grazie Gianna

il 15/04/2018 alle 18:30