PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 30/11/2010
Non so come prenderti.

Le tue parole scivolano tra le dita.

Non riesco a trattenerti abbastanza.

Mostri ferite che non so curare,

dolori che i miei baci non riescono a consolare.

C'è un sole che abbaglia, nel tuo autunno,

a volte, quando il trucco funziona,

altre, le più, un gelo che il mio abbraccio,

e c'è dentro tutto il poco che posso,

impotente, non riesce a sciogliere.

Sono sulla soglia, busso forte,

la mie nocche sanguinano inutilmente;

davanti alla tua porta che non si vuol aprire.

Il mio pianto non ti può raggiungere,

se per prima non ti sai assolvere da ogni colpa.

Il guscio che sembrava difenderti, ti opprime.

Vischiosa, la scia delle recriminazioni,

soffoca ogni tuo volo.

Soffio ma non riesco a ravvivare il fuoco,

(molti si portano ancora le mani al petto

ricordandolo),

che un tempo illuminava tutta la città...
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il senso di colpa ha bisogno di essere elaborato,come un lutto.tu,d'altra parte, sei sempre innamorato,di quel fuoco che un tempo illuminava tutta la città.aspetta..

il 30/11/2010 alle 18:27

anche se risulta il solito lamento poco poetico ma molto lacrimoso.
Non mi torna questa parte:
"C'è un sole che abbaglia, nel tuo autunno,
a volte, quando il trucco funziona,
altre, le più, un gelo che il mio abbraccio,
e c'è dentro tutto il poco che posso,
impotente, non riesce a sciogliere."
Non se la prenda per il mio commento,sono fatto così,prendere o tirare dritto,veda lei.
Saluti.
Ignazionuvolari.

il 30/11/2010 alle 19:46
Jul

Che peccato!

il 01/12/2010 alle 18:16