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Pubblicata il 11/11/2010
La luce lotta
a fatica trafigge la coltre
arriva livida a queste ombre
assorte nei loro giornali
Ci fu il tempo di un uomo
che galoppava tra boschi e brughiere
preso da una mortale angoscia
arrivò al mare
lì, dove la terra finiva
"Ancora questa vita - diceva -
e questo inutile percorrerla
tutto sarà polvere
un diabolico gioco
di un lontano Dio
oppure no, sarò vento e pioggia
e stille di sole
a baciare i fiori
come, come spiegarmi allora
tutto l'amore che mi scoppia in petto..."
Poi stanco abbracciò la sua donna
ferma ad accarezzargli gli occhi
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siamo terra e mare, finito e infinito, percorriamo la vita sapendo che la "terra" ha un limite oltre il quale si apre"il mare" sconosciuto e misterioso, anche pauroso dal quale siamo attratti ma spaventati. La vita è polvere e fango, vento e pioggia...e per quanto la disprezziamo l'amiamo disperatamente, è l'unica dimensione che conosciamo. L'amore per la vita è quello che ci salva dalla vita ma è anche quello che ci fa provare angoscia per quel desiderio di eternità che abbiamo dentro. Questa vita finirà...ma poi comincerà quella eterna dello spirito, almeno io ci credo anche se non posso esserne certa.
Nel frattempo...continuiamo ad amare.
molto piaciuta.
un abbraccio
eos

il 11/11/2010 alle 11:54

è molto bella, per:
1)le prime 4 righe: la luce che si fa spazio e tempo tra i giornali, immagine da pittore
2)ci fu.... finiva: una leggenda, uscita dalla statica atmosfera d'interno precedente al bosco e al mare, immagine da narratore
3)monologo che sembra si strappi il cuore e finale
da stanco cavaliere, sa di colpa e di gloria infangata.
La tua angoscia è quella del primo uomo come dell'ultimo, complimentissimi da rich.

il 11/11/2010 alle 12:21

Intensa e bella, e, in particolare, da incorniciare questa visione: "queste ombre
assorte nei loro giornali"

Un abbraccio!
Ax

il 11/11/2010 alle 13:01

hai centrato il dramma ed il nucleo dell' angoscia...il desiderio d'eternità, l'assoluta incertezza della nostra vita, il buio nel quale siamo immersi...grazie cara eos

il 11/11/2010 alle 13:22

è veramente piu' di quanto mi merito mia cara...grazie con tutto il cuore...

il 11/11/2010 alle 13:23

è la premessa da cui son partito, ax, importante per me, perchè vorrebbe ritrarre l'uomo di oggi che non si pone piu' domande...ti abbraccio

il 11/11/2010 alle 13:26

l'uomo si e allontanato dalla natura e si e chiuso
nel suo mondo di carta pesta che alimenta l'angoscia
l'unica medicina e tornare alla natura e all'amore vero
piaciuta :-) ciao

il 11/11/2010 alle 19:48

è vero quello che dici, ma la cosa piu' triste è evitare l'angoscia, quella dell' uomo che per evitarla non si fa piu' domande...grazie Astro

il 11/11/2010 alle 20:40
Jul

Forse il nostro dramma consiste nella consapevolezza di un'inesistente eternità, ma per il tempo che viviamo, sentiamo l'eternità che ci sovrasta sovrana e noi, fuggevolmente, catturiamo l'essenza dello spirito che desideriamo eterno. Boh?
Ciao Artu',
J

il 12/11/2010 alle 20:08

Hai detto bene cara Giulia, boh? E proprio questo boh, quest'incertezza su tutto, questo essere al buio il dramma..ma non si può chiudere gli occhi sulla nostra condizione esistenziale, farsi e fare domande, sempre con questo boh...è la nostra vita, e l'unico senso che conosco...ti abbraccio

il 13/11/2010 alle 19:22

stupenda

il 08/01/2011 alle 22:49