Tra cadaveri traspiranti
a forzare cimiteri assuefatti
sul lungo ripiano dell'obitorio
sei apparsa all'unisono
come brezza d'alabastro
prima che potessi respirare
a pieno regime, avevo
i tuoi canini aguzzi nella giugulare
e gli artigli infilzati nello stomaco
così paralizzato vedevo
la tua esuberante bellezza
poi hanno cominciato a spegnersi
una ad una le fiammelle
una piccola schiera
di chiarore e dimensioni variabili
mentre l'ultima stilla di sangue
lasciava la mia vita per la tua
t'ho palpato il culo.
Non te l'aspettavi, he?
Draculina che non sei altro!