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Pubblicata il 07/11/2010
In alto mare due naufraghi

Di quella che era scialuppa .
Restano madidi rottami sciabordanti
al pari di ricordi naufraghi,
ai quali aggrapparmi esausto,
attendendo la prossima onda
un frangente qualsiasi dei tanti
che si sono franti
sulla battigia delle nostre rincorse ansimanti

Lasciare le dita da questo relitto
è più facile per me adesso
di quando ti affidasti alle onde,
la fine certa ad un sopravvivere esausto
un fendente netto a mille rinunce.

Ed io espio quel tuo coraggio
ad ogni onda, ad ogni silenzio
attesa che ora non duole quasi.
Acqua silente di buio a chiamarmi
quasi fosse ineluttabile fato,
questa eco di te che si spegne.
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preziosa lirica, che affascina in particolare nella splendida chiusa, perfetta!
Un carissimo saluto e complimenti, peccato la disattenzione degli altri "colleghi"...
Un abbraccio
Ax

il 08/11/2010 alle 12:30

Caro Ax, chi poco dà, come me, poco s'aspetta,
il tuo commento m'è assai gradito, come sempre.
Sergio

il 08/11/2010 alle 15:38

Ti ringrazio per la lettura e per averne lasciato traccia, con le parole di un rapper milanerse
"scegli attentamentre il tuo prossimo problema"
quando è possibile esercitare il libero arbitrio, aggiungo io.
A la prochaine fois

il 12/11/2010 alle 05:48

Poesia introspettiva che ti porta
a sondare l'animo umano.
e restano ricordi naufraghi
dove le tempeste della vita
riportano alla deriva
rottami e delusioni.
Molto profonda, intensa.
Gradita!
Dora

il 13/11/2010 alle 11:56

Ti ringrazio per l'apprezzamento e per avere dato ai versi una tua chiave di lettura.
Sergio

il 15/11/2010 alle 13:50

potente, chissà perché mi riporta l'immagine preziosa del " la zattera della Mesusa" grande quadro di Gèricault

grazie della lettura, sperando di poterti presto rileggere
un sorriso
Lù

il 16/11/2010 alle 10:29

Il mare, il naufragio i relitti le onde, sono richiami ancestrali per me e spesso li uso come metafore simboliche. Sono andato a cercare il quadro della zattera che tu dici, ed ho letto della storia che lo ha ispirato, sono io che ti ringrazio per avermi dato ulteriori spunti di ricerca e di riflessione.
sergio

il 17/11/2010 alle 19:57

tutti noi caro Sergio attraversiamo momenti di sconforto,
ma poi passa e ritorna il sole a riscaldare i nostri cuori,
il nostro modo di esprimere con parole le nostre gioie,
oppure le angoscie, ci gratifica scaricandoci psicologicamente con la nostra poesia.
molto profonda piaciuta.

buona giornata.

Marygiò

il 19/11/2010 alle 06:34

La poesia come mezzo di elaborazione e di superamento, sono d'accordo con te, Marygiò, sia per i momenti bui che per quelli gioiosi, ma anche per quelli interlocutori e per quelli di analisi e e via discorrendo, senza relegare i versi.
Grazie per la lettura e perdona il ritardo con cui ti rispondo.
sergio

il 07/12/2010 alle 19:20

bellissima lirica, ho letto in questi versi una vita intera, bello il verso"la fine certa....a mille rinunce.

il 08/12/2010 alle 07:16

Una imperdonabile disattenzione la mia nel non ringraziarti per tempo della gradita lettura
Sergio

il 02/03/2011 alle 05:52

Imperdonabile, da parte mia avere letto solo ora queste tue righe, scritte qualche anno fa. Io non sò se mai leggerai questo mio intenpestivo ringraziamento per la tua attenta e appropiata parafrasi, avrebbe potuto scaturirne un proficuo scambio di opinioni in merito alle metafore ed ai sillogismi, usati, ma ahimè nulla di tutto questo è stato, ti chiedo perdono , postumo, sergio

il 17/06/2015 alle 05:54